Si riconosca in modo unanime tutta la filiera dell’HVACR come servizio essenziale

Quelle raffigurate sono solo alcune elle applicazioni del settore HVACR, tutte essenziali per la società’ odierna

Le associazioni europee Eurovent e REHVA, in una iniziativa congiunta, hanno chiesto a tutte le autorità competenti nell’UE di riconoscere la produzione, distribuzione, installazione, manutenzione e riparazione delle apparecchiature HVACR come attività essenziali e quindi esentarle dagli ordini di chiusura COVID-19. Le apparecchiature HVACR supportano in particolare le infrastrutture critiche nei settori sanitario, della catena del freddo alimentare, dei data center e dell’edilizia. L’arresto prolungato delle attività di produzione di HVACR potrebbe avere gravi conseguenze sia durante che dopo la pandemia di COVID-19.

«Questa nostra richiesta – spiega Francesco Scuderi, Deputy Secretary General di Eurovent – avviene in un momento particolare, in cui si stanno programmando i prossimi passi e in cui la crisi da COVID inizia ad assumere un volto più definito. Constatiamo ogni giorno la essenzialità di certe strutture e non dobbiamo dimenticare che essenziale è anche il servizio di chi queste strutture le mantiene e di tutta la supply chain ad esse legata. Bisogna garantire che la produzione, la distribuzione e il service possano continuare a lavorare, altrimenti collassa tutto il sistema, in un effetto domino».

La richiesta di Eurovent e Rehva va letta non solo in un’ottica di contingenza, ma anche in

Francesco Scuderi

un’ottica di ripresa: «L’HVACR è essenziale per il benessere umano. Non possiamo permetterci che la produzione si fermi oggi. Con le dovute e necessarie misure di sicurezza, come, solo per citarne una, il congruo distanziamento nelle linee di produzione, e DPI la produzione può continuare. Dobbiamo anche essere preparati alle richieste che si presenteranno quando, si spera presto, la crisi da COVID sarà esaurita».

L’essenzialità dell’HVACRtiene a sottolineare Scuderisi ripercuote lungo tutta la filiera: «Se la produzione di una unità di ventilazione è dichiarata essenziale, deve essere considerata tale anche la produzione e distribuzione dei componenti di cui essa è fatta. Se l’unità si rompe e il tecnico non può procurarsi i componenti per riparala, di fatto si annulla la dichiarazione di essenzialità».

Proprio per l’essenzialità della filiera è necessario che l’approccio dei diversi Governi sia compatto e coerente, cosa che ad oggi non si è verificata. «L’HVACR deve esser riconosciuto per quello che è – una attività essenziale –in maniera unanime». Anche perché differenze nel trattamento delle aziende a livello comunitario potrebbero creare una situazione di diversa competitività: «Potrebbero – continua Scuderi – e ma non è questo il punto che ci preme sottolineare. Il nostro non è un appello limitato a uno specifico governo o limitato a considerare effetti economici: il nostro è un appello a tutti i governi giustificato dal ruolo cruciale dell’HVACR nella società moderna. Spesso se ne sottovaluta la portata e questo è il problema. Ma pensiamo, ad esempio, oggi a un ospedale dove all’improvviso si blocchi l’impianto di trattamento aria. L’ospedale è essenziale, ma il sistema che lo fa funzionare anche!».

Come affrontare il problema

Risulta di particolare interesse una recente analisi di McKinsey in cui si elencano 5 azioni (5R) da mettere in atto in modo trasversale, indipendentemente dal settore di appartenenza e dalle dimensioni della azienda. Per una descrizione dettagliata di queste misure si rimanda al documento di McKinsey ma sommariamente, possono così essere descritte:

  • Risolvere: mettere in atto le misure obbligatorie per affrontare la crisi e limitare il rischio; avvantaggiarsi degli strumenti che lo stato mette a disposizione; riorganizzare il lavoro in azienda; priorizzare le richieste della supply chain; movimentare le liquidità;
  • Resilienza: stabilire interventi principali, identificare i rischi e possibili modi di affrontarli;
  • Ritornare: mettere a punto un piano per affrontare il ritorno alla normalità, dove ci sarà una domanda minore, si dovrà ricostruire la fiducia nella supply chain etc. Iniziare a considerare ciò che si può migliorare, soprattutto la digitalizzazione e l’automazione in azienda;
  • Ri-immaginare: pianificare una nuova normalità soprattutto imparando dalle difficolta avute durante la crisi; mettere a frutto quanto ha permesso di superare le difficoltà, mettere a punto nuove alleanze e pensare a nuovi possibili modelli di business;
  • Riformare: migliorare quanto può esser migliorato

«L’analisi di McKinsey è una analisi globale e trasversale a ogni settore, ma vi sono numerosi spunti che le nostre aziende potrebbero considerare e analizzare internamente. Può essere un incentivo ad attuare quei cambiamenti magari già riconosciuti importanti anche prima della crisi, ma mai attuati. Può essere che la crisi abbia anche un aspetto positivo e cioè ci obblighi a rivedere e quindi migliorare certi aspetti del nostro modus operandi.».

The day after

Come associazione Eurovent sta raccogliendo dati e analisi da più parti per capire quale strategia intraprendere e consigliare alle proprie aziende per la ripresa. «La maggior parte delle analisi economiche globali – come quella di Oxford Economics o Moody’s Investor Service per citarne due – è d’accordo nell’affermare che questa crisi, che riguarda tutte le economie, comprese quelle del G20, avrà una forma a V, con una importante contrazione nel 2020 per poi però risalire nel 2021 a valori molto vicini a quelli stimati per quell’anno prima della crisi. Questo perché la causa di essa è esterna al mercato, non interna, come spesso invece succede per le crisi economiche. Prendiamo atto di queste previsioni cercando, anche nelle fasi più difficili, di agire affinché non venga interrotta la filiera dell’HVACR»

HVACR europeo: un fronte unico

La richiesta di Eurovent è stata preceduta da interventi simili da parte di molte le altre associazioni del freddo europeo. Escluse piccole differenze di secondaria importanza, tutte le associazioni chiedono ai governi di riconoscere il ruolo essenziale dell’HVACR nella società odierna e di agire di conseguenza.

Eurovent e REHVA in NUMERI

Eurovent – Europe’s Industry Association for Indoor Climate (HVAC), Process Cooling and Food Cold Chain Technologies – conta oggi tra i suoi associati oltre 1000 aziende che rappresentano un fatturato annuo totale di oltre 30 miliardi di euro e impiegano circa 150.000 persone all’interno dell’area geografica dell’associazione. Ciò rende Eurovent una delle più grandi associazioni del settore interregionale nel suo genere.
REHVA – Federation of European Heating, Ventilation and Air Conditioning associations – rappresenta oltre 120.000 progettisti, ingegneri dei servizi di costruzione, tecnici ed esperti HVAC in 27 paesi europei.

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