NET ZERO Cooling Product List: il futuro della refrigerazione sostenibile

Alla conferenza virtuale di presentazione degli ultimi risultati del Progetto LIFE C4R, tenutasi settimana scorsa, è intervenuta anche Sophie Geoghegan, Climate Campaigner della organizzazione EIA – Environmental Investigation Agency, che ha presentato uno degli ultimi documenti realizzati dalla sua organizzazione, il  “NET ZERO Cooling Product List”: «Esso mostra alcune delle numerose opzioni di apparecchiature di raffreddamento a refrigerante naturale ad alta efficienza energetica disponibili oggi sul mercato così come anche pompe di calore. L’elenco contiene apparecchiature a basso impatto climatico, che utilizzano solo refrigeranti naturali e hanno un’efficienza energetica molto elevata».

La tecnologia FTE è presente nell’elenco di EIA.  «Questo elenco è la prova che le soluzioni di refrigeranti naturali sono disponibili già oggi e che questi prodotti esistono. Non ci sono più barriere tecniche, non ci sono più barriere di prezzo per l’utilizzo delle soluzioni più efficienti dal punto di vista energetico che utilizzano refrigeranti naturali. Noi ora abbiamo bisogno che esse si affermino in maniera importante sul mercato e producano il freddo senza scaldare il pianeta.  Abbiamo bisogno di standard di sicurezza aggiornati per consentire un maggior uso anche dei gas infiammabili; abbiamo bisogno di tecnici formati su tutte le alternative e abbiamo bisogno di divieti per gas sintetici laddove si possano utilizzare refrigeranti naturali e questo è particolarmente vero per il settore della refrigerazione commerciale» afferma Sophie Geoghegan.

E aggiunge: «Stiamo già vedendo gli effetti devastanti del cambiamento climatico oggi, dagli incendi in Australia l’anno scorso ai quasi 50 gradi di quest’anno in Canada. Il COP26 che si avvicina è una buona occasione per favorire una ripartenza post COVID più verde e migliore. Mai come ora l’azione climatica è stata urgente. Per fortuna gli F-gas hanno vita breve in atmosfera e questo significa che una azione veloce per eliminarli avrebbe un veloce impatto e ci aiuterebbe ad evitare il raggiungimento del punto di non ritorno. La riduzione degli HFC sotto l’emendamento di Kigali potrebbe evitare un innalzamento della temperatura di 0,5°C entro la fine del secolo e questo risultato potrebbe raddoppiare aumentando l’efficienza energetica».

L’impatto delle emissioni dal freddo è stato a lungo sottovalutato nel discorso sul cambiamento climatico. Entro il 2030 le emissioni dagli apparecchi per il freddo potrebbero essere responsabili del 13% del totale delle emissioni di gas serra. «La transizione dai refrigeranti dannosi per il clima è stata troppo lenta e ci sono molte applicazioni dove si sarebbe potuto introdurre un divieto di utilizzo di certi HFC ma non è stato fatto. Abbiamo perso una decade nella battaglia per il clima. Ma non possiamo raggiungere le zero emissioni se non si riducono le emissioni del settore del freddo. Abbiamo bisogno di scegliere e utilizzare i refrigeranti naturali piuttosto che nuove miscele sintetiche che potrebbero avere effetti profondamente dannosi sull’ambiente, incluso il TFA e l’R23. Non abbiamo bisogno di finte soluzioni, soprattutto ora che abbiamo provate soluzioni efficienti e sostenibili».

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