Sentinelle nello spazio vegliano sullo strato d’ozono

Sentinel 5 (Credits: ESA)

Copernicus è il programma spaziale dell’Unione Europea che da oltre vent’anni assicura all’Europa un primato mondiale nel rilevamento di immagini satellitari del nostro Pianeta.

Lanciato nel 1998 dalla Commissione Europea in collaborazione con gli Stati membri e con l’Agenzia Spaziale Europea, il programma Copernicus garantisce all’Europa una sostanziale indipendenza nel rilevamento e nella gestione dei dati satellitari, quest’ultima effettuata con una politica sull’utilizzo aperto dei dati: le informazioni e le immagini inviate a Terra dai satelliti del Programma – i satelliti Sentinel – sono gratuitamente disponibili per tutti i cittadini. Tramite il sito https://sentinel.esa.int/ è possibile accedere alle immagini delle missioni dei satelliti Sentinel. Naturalmente, è richiesta una certa competenza nella elaborazione e interpretazione delle immagini per cui sarà necessario servirsi di software o servizi specifici.  

Sei aree di intervento, sei coppie di satelliti

Sei sono oggi le aree di intervento in cui vengono impiegati i dati acquisiti dai satelliti Sentinel (che in totale saranno sei tipologie di dati, ognuna acquisita da una specifica coppia di satelliti) del programma Copernicus: monitoraggio del suolo, monitoraggio marino, monitoraggio dell’atmosfera, cambiamento climatico, risposta alla gestione delle emergenze e sicurezza. In termini più concreti, i dati e le informazioni di Copernicus sono stati utilizzati, ad esempio, per mostrare l’entità e l’estensione dei danni causati dagli incendi boschivi (Italia, Spagna, Grecia, Portogallo), da terremoti (Messico), da uragani (paesi colpiti dagli uragani Harvey, Irma e Maria), da inondazioni (Irlanda, Germania);  per aiutare le squadre di soccorso ad affrontare le numerose catastrofi naturali; per salvare vite in mare e per migliorare la risposta a future, possibili catastrofi.

La coppia Sentinel 5  fa parte del CAMSCopernicus Atmosphere Monitoring Service che è un importante fornitore di dati utilizzati dai responsabili politici per garantire che il Protocollo di Montreal sulle sostanze che riducono lo strato di ozono venga portato avanti con successo . Fornendo informazioni sulle quantità di ozono nella stratosfera, dove si trova circa il 90% dell’ozono, i dati CAMS aiutano a quantificare gli effetti del trattato che elimina quasi 100 sostanze chimiche che riducono lo strato di ozono, come i clorofluorocarburi (CFC).  CAMS monitora quotidianamente lo strato di ozono attraverso i dati forniti dai satelliti. Con i dati provenienti da strumenti come TROPOMI su Sentinel-5P CAMS esegue un modello globale uguale a quello utilizzato per le previsioni meteorologiche a medio termine. Il servizio studia anche vento e temperatura nella stratosfera, oltre a monitorare l’ozono e altre specie chimiche.

Cosa ci dicono questi dati sullo strato d’ozono? Gli scienziati stimano che lo strato di ozono non tornerà ai livelli precedenti agli anni ’70 fino al 2060, ammettendo che le nazioni continuino a rispettare il trattato e che nessun evento imprevisto intervenga a rallentare questa ripresa.

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