Accorgersi dei cambiamenti!

Perché il tuo frigorifero inquina e come stanno cambiando le cose“ è il titolo di un articolo apparso di recente in quell’autorevole rivista natural-ambientale che è il National Geographic.

In esso si fa riferimento alla nuovissima iniziativa dell’EPA (l’agenzia di protezione ambientale negli USA) di introdurre e riconoscere nuovi refrigeranti idrocarburi da poter utilizzare nella refrigerazione. Per questo le cose stanno cambiando: da frigoriferi a HFC si passa a poco a poco a frigoriferi a idrocarburi, più verdi, senza che nemmeno il consumatore se ne accorga. Un passaggio fondamentale, perché la Storia insegna “che spesso la soluzione a un problema può crearne un altro”: la storia degli HFC.

 

A questa Presidenza statunitense si riconosce la volontà di fare passi avanti nel contributo nazionale sul clima. L’accordo con la Cina del novembre 2014 è stato un accordo storico, un accordo emblematico.

Si badi bene: gli Stati Uniti non vietano gli HFC, almeno non ancora, ma sostengono le alternative più pulite. I nuovi refrigeranti proposti dell’EPA hanno GWP molto bassi che vanno 3-675, a fronte di 1.400 a 4.000 di alcuni composti tradizionali.

Si accorgeranno di qualcosa i consumatori? “I cambi precedenti di refrigeranti, sia in auto che in condizionamento o altro, sono stati così con soluzioni di continuità che sono stati praticamente invisibili per i consumatori” dice Drusilla Hufford, direttore della Divisione di EPA Stratospheric Protection. In realtà non vi è tutto di positivo in questo non accorgersi di nulla..

È compito dell’industria comunicare efficacemente ogni cambiamento tecnico in termini di maggiore sostenibilità in quegli apparecchi che il pubblico vede e “tocca con mano” nel suo quotidiano. L’industria deve contribuire a migliorare la consapevolezza ambientale del cittadino facendogli veder che si possono ottenere le stesse prestazioni (anzi, migliori), si possono fare le stesse cose senza impestare l’ambiente. L’industria del freddo deve valorizzare ogni passo che fa verso una maggiore sostenibilità per educare i suoi consumatori e fargli sapere che “io esisto e lo faccio anche nell’interesse dell’ambiente”; che il prezzo di un condizionatore, di un refrigeratore o di una pompa di calore non è solo dato dal suo investimento iniziale, ma anche dai costi ambientali che esso risparmierà, dall’efficienza nell’utilizzo dell’energia elettrica, nelle minori problematiche che il suo fine-vita causerà. E di tutto questo il consumatore si deve accorgere. Spetta all’industria comunicare queste evoluzioni. E una buona comunicazione è frutto di una buona collaborazione tra industria e stampa tecnica.