Nasce la prima scuola per frigoristi a CO2 d’Europa

La cerimonia del taglio del nastro del primo Training Center per Frigoristi, la prima scuola d’Europa per la refrigerazione a CO2

Alle porte di Milano nasce la prima scuola d’Europa per la refrigerazione a CO2. È il Training Center Frigoristi, il primo laboratorio scolastico del freddo in Italia. È già oggi una realtà visibile, si trova a Magenta e nasce grazie alla volontà congiunta dell’Istituto professionale ASLAM che ha trovato la disponibilità congiunta di Assofrigoristi e Assocold, oltre a un sostegno concreto in termini di impianti e tecnologie da parte di Epta Group, oltre ad altre realtà protagoniste del settore.

Il laboratorio è frutto di investimenti e donazioni per oltre 500mila euro. Sarà una fucina per i giovani tecnici installatori e manutentori frigoristi e un presidio per l’aggiornamento dei professionisti. Qui da settembre avrà ufficialmente il via un percorso didattico per gli studenti del primo e del quarto anno di ASLAM sia un percorso post diploma, oltre a essere un centro di formazione continua anche per chi già oggi lavora nel settore. Una sessantina di studenti di vari livelli si ritroverà qui per avviare o migliorare un percorso che lo vedrà protagonista nella refrigerazione.

Un lab in memoria di un pioniere della refrigerazione

Alla conferenza d’inaugurazione, tenutasi venerdì scorso e condotta dal direttore Assofrigoristi Marco Masini, uno degli artefici più attivi nella realizzazione di questa realtà, oltre al taglio del nastro e ai discorsi introduttivi c’è stato anche spazio per l’emozione. Ed è il momento in cui si è levato il velo dalla targa commemorativa a Luigi Nocivelli, imprenditore entusiasta e davvero innovativo, tra i padri fondatori della refrigerazione in Italia, cui sarà intitolato il Training Center Frigoristi.

Comprensibile la commozione di Marco Nocivelli, figlio e oggi vertice del Gruppo Epta nonché presidente di Assocold, «per la scelta di intitolare a mio padre questo laboratorio, in cui rivedo alcune caratteristiche specifiche che hanno contraddistinto la sua persona. Lui, infatti, partì da un piccolo laboratorio artigianale da dove, col tempo, ha costruito l’attuale realtà imprenditoriale, svolgendo il suo mestiere con entusiasmo e passione, le stesse che ritrovo in uno dei giovani che cominciano il loro percorso professionale e di vita. È un motivo in più questo ricordo che spero possa spronare i ragazzi a pensare che “si può fare”». Marco Nocivelli ha ricordato inoltre il peso specifico della refrigerazione nel mondo, il cui fatturato si aggira sui 30 miliardi, dei quali quasi 2 generati in Italia che si pone come autentica protagonista, specialmente per quanto riguarda l’export tecnologico.

La stessa emozione si ritrova in Gianluca de Giovanni, presidente Assofrigoristi, parlando di questo centro di formazione come di «un sogno che si avvera». Parlando di formazione in questo centro «troviamo qui una “casa”, un punto di partenza impostato su tecnologie volutamente innovative proprio perché è il mercato che ci spinge in questa direzione, l’ambiente e la sua tutela ce lo chiedono – rileva – Certo non dimentichiamo che buona parte dell’installato oggi è più arretrato di quanto si trovi qui, ma le basi formative offerte garantiranno di poter soddisfare qualunque esigenza del mercato».

Come definire meglio questo training center? È una vera e propria «palestra della refrigerazione», definizione quanto mai calzante di Carlo Montanari, EptaService manager Epta, realtà che ha creduto fin da subito nella formazione e la realizzazione di questa scuola contribuirà «a valorizzare una figura fondamentale per il settore, come il frigorista», prosegue.

COe IT entrano alla scuola del freddo

Il laboratorio didattico conta sul meglio oggi disponibile sul mercato. A partire dal “cuore” tecnologico del sistema: un impianto a CO2 transcritico Epta, messo a disposizione dal gruppo internazionale e installato dai soci di Assofrigoristi. Lo descrive Daniele Mazzola Epta System Engineering R&D del Gruppo Epta, responsabile della progettazione, decisamente hi-tech del lab, che conta su sei banchi frigo: «L’idea è stata di ricreare una simulazione di un piccolo supermercato. Da qui la volontà di installare banchi per refrigerazione e per surgelati, sia banchi a temperatura controllata per salumi e latticini. Abbiamo così una potenzialità di 7 kW in bassa temperatura per le due vasche surgelati a -35 °C e una di 25 kW per esigenze di freddo a -10 °C. Questo permette di avere un impianto transcritico booster, quindi completo per due livelli di evaporazione, che permette di comprendere una varietà di utenze finali, dall’evaporatore per la cella frigorifera fino ai banchi verticali e orizzontali. Tutto ciò permette di avere un insieme di una certa complessità e consentirà agli studenti di mettere le mani su tutti i tipi di tracciato impiantistico che si dovranno ad affrontare poi sul campo».

Oltre alla parte meccanica, su cui il Lab vanta anche su una cella frigorifera a raffreddamento evaporativo, c’è la parte elettronica a far parlare di sé. Ed è il sistema di controllo e telegestione di Carel, cui si aggiunge un impianto di telesorveglianza che consente di simulare il tecnico da remoto gestisce il tutto. Altri brand sono presenti qui: da Lu-Ve per il gas cooler a Bitzer per i compressori.

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