Sembra esser questa la sintesi della nuova strategia dell’agenzia DeCA (Defence Commissary Agency), l’organizzazione che gestisce i supermercati all’interno delle basi US in giro per il mondo. Se in patria fatica ad affermarsi una scelta di sostenibilità dettata dai protocolli internazionali, al contrario, nelle loro realizzazioni, DeCA sembra smarcarsi decisamente

SIAMO AMERICANI MA ANCHE NO!

di Marco Masini

2. DeCA 1Dopo un test sviluppato per l’adozione della CO2 come refrigerante a San Antonio, in Texas, con una installazione in cascata, sembra che l’uso del biossido di carbonio stia prendendo piede anche negli Stati Uniti, una scelta ormai popolare in Europa.
DeCA opera in più di 245 commisary (centri di vendita e distribuzione) in giro per il mondo, bendendo derrate alimentari e casalinghi tipicamente americani ai propri soldati di stanza all’estero, per farli sentire vicino a casa.
Nel negozio di 117,000ft² a San Antonio, è stato recentemente riconvertito un sistema ad R404A in un cascata ammonia/CO2. Il sistema sostituito conteneva circa 3.200kg di R404A (!) ed aveva più di 13 anni, nei canoni DeCA pronto per la pensione.
Il nuovo sistema è stato installato con il supporto della Hillphoenix della struttura CTA Architect Engineers. La ristrutturazione del negozio è iniziata nel 2014, a gennaio, ed è stata completata ai primi di settembre.
Gli impianti sostituiti hanno riguardato i banchi, le tubazioni, i controlli e tutti i sistemi per il trattamento dell’aria, il tutto senza interrompere l’operatività del supermercato.
Gli obiettivi del DeCA nel “remodelling” erano relativi al risparmio energetico ed alla sostenibilità, obiettivi fissati dal governo USA per tutti gli edifici pubblici.
Per il Texas non è stato considerato un sistema a CO2 transcritico per le elevate temperature della zona, questione che ha fatto propendere per la scelta del sistema in cascata.
«Scelte similari dovranno essere attentamente valutate anche in Europa», ci ha riferito il responsabile degli approvvigionamenti tecnici del DeCA South Europe. «Nel caso che ci riguarda, gestendo negozi che si trovano sia nel nord Europa che in Egitto, tra gli altri, la scelta del refrigerante e di tutte le tecnologie per la refrigerazione ed il condizionamento dovranno essere ben calibrate per rispettare le normative US, ma anche per gli obiettivi gestionali del DeCA stesso». «In questo senso ci furono chieste, con anni di anticipo, tecnologie gestionali BEMS capaci di riunire in un solo sistema di controllo tutti gli apparati tecnologici dello store di Livorno», riporta Stefano Rombi, delegato della Regione Umbria di Assofrigoristi, importante fornitore impiantistico del DeCA.
Per ciò che concerne il sistema di San Antonio, la bassa temperatura ha una capacità frigorifera di 90kW/h e la sezione a temperatura normale di 360kW/hr. È costituito da nove moduli ad ammoniaca, ciascuno contenente 4kg di fluido ed una sezione a CO2 con 816kg di refrigerante.
2. DeCA 2«A San Antonio hanno introdotto la tecnologia LED su tutta l’illuminazione – dice ancora il manager DeCA South Europe – sia sui banchi che per l’illuminazione generale, scelta che noi abbiamo adottato sin dal 2009 con un retrofit totale in tutti i negozi della nostra penisola. Una scelta di efficienza che si sta ripagando come atteso».
Rispetto ai sistemi a R404A DeCA si attende una riduzione dei consumi elettrici dei compressori dell’8%, e un risparmio complessivo a livello di sistema del 3%. «Quando si fanno installazioni di questo tipo, i costi di manutenzione sono stimati ridursi del 40% circa».
«Il Governo pone vincoli sui bilanci annuali degli investimenti, ma gli investimenti vengono sempre valutati in un’ottica di Total Cost of Ownership, vale a dire includendo la vita stimata degli impianti in termini di consumi e manutenzione», ci dice ancora Stefano Rombi. «È grazie a questo tipo di approccio e di sostegno che siamo sempre riusciti ad intercettare le esigenze del cliente US!».
Infatti, anche nello “store” texano, i costi iniziali del sistema in cascata NH3/CO2 sono risultati del 15% più alti dei sistemi “standard” – circa 334mila dollari in più – ma con i risparmi operativi derivanti dal minor costo della bolletta elettrica, del refrigerante, e di manutenzione, il sistema si ripaga nei 20 anni attesi di vita operativa.
La sfida dell’ammoniaca in siti dove insistono strutture residenziali, scolastiche e ricreative (le basi americane sono dei piccoli villaggi) sono state affrontate con il National Renewable Energy Lab e con la Environment Protection Agency — insieme alla  Hillphoenix — che hanno condotto uno studio dedicato per valutare gli effetti di un rilascio nella comunità della base. I risultati dello studio hanno mostrato che il sistema determina un rischio minimo per la salute umana, con un impatto minimo limitato prevalentemente ai residui maleodoranti di breve durata, rischio che, comunque, può essere ancor più ridotto grazie ai sistemi di monitoraggio delle perdite.
«Il DeCA, in US, con il sistema in cascata NH3/CO2 anticipa un investimento su scala globale che dovrà, però, essere valutato in modo appropriato a seconda della latritudine, delle aree geografiche e dei loro regolamenti e del tipo di edificio e applicazione», ci riferisce il responsabile acquisti tecnici. «L’agenzia sta anche valutando lo sviluppo dei sistemi transcritici a CO2, ad esempio in Germania, dove vi è una consolidata esperienza locale».
Rombi, delegato Assofrigoristi, sottolinea invece come «in Italia, potrebbero essere adottate varie soluzioni, in ragione del clima e dell’esperienza manutentiva delle aziende locali».

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