ASSOFRIGORISTI – Acquisti “Verdi” e climatizzazione: uno Stato che ignora la Legge, una burocrazia che non si riferisce al settore competente

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(Riceviamo da Assofrigoristi e  pubblichiamo)

Decreto del 28 gennaio 2017 obbliga la PA ad acquistare solo climatizzatori con refrigerante a GWP inferiore a 150. “Si tratta sicuramente di uno scherzo!” commenta Masini (Assofrigoristi)

Risulta incredibile che, con tutto l’impegno che il settore sta profondendo per dar seguito ed attuazione ai regolamenti comunitari, dove l’Italia è sempre buona ultima, e dove sono tutti coordinati e coerenti con i messaggi di preoccupazione e di stimolo per gli adempimenti mancanti, il Ministero dell’Ambiente (MATTM), senza riferirsi alle associazioni di categoria con le quali “collabora”, scelga di andare per la sua strada emettendo un provvedimento sbagliato e controverso in un settore chiave, quello del  “green procurement”.
Con il Decreto dell’11 gennaio 2017 “Adozione dei criteri ambientali minimi per gli arredi per interni, per l’edilizia e per i prodotti tessili”, pubblicato sulla GU Serie Generale n.23 del 28-01-2017, il Ministero dell’Ambiente ha indicato all’allegato II, par. 2.4.1.4 l’obbligo per il GPP (Green Public Procurement, le regole per l’acquisto sostenibile della Pubblica Amministrazione) di acquistare solo Pompe di Calore che funzionano con refrigeranti a GWP inferire a 150. Peccato che non ce ne siano.

Non hanno coinvolto il settore e si viene a scoprire solo oggi per caso che han preparato un bello scherzo tramite i nuovi Criteri Ambientali Minimi (“CAM”), che riguardano l’affidamento di servizi di progettazione e lavori per nuove costruzioni, la ristrutturazione e la manutenzione degli edifici pubblici, la fornitura e il servizio di noleggio di arredi per interni oltre alle forniture di prodotti tessili.
I nuovi Criteri Ambientali Minimi (CAM) sono stati stabiliti nel Comitato di gestione del Piano d’Azione per la sostenibilità dei consumi nel settore della Pubblica Amministrazione (PAN GPP), con la presenza, oltre che della Direzione Generale per il Clima e l’Energia del ministero dell’Ambiente (dove ci conoscono piuttosto bene), anche dei funzionari competenti dei ministeri dello Sviluppo e dell’Economia.
Il MATTM, superando se stesso – non ha ancora emesso il DPR di recepimento della loro “nuova” regolamentazione – e la Comunità Europea – che ha emanato il Regolamento (UE) 517 nel 2014 – sorpassa le regole che non ci sono e pone l’obiettivo dell’acquisto delle sue PdC ad un livello nemmeno specificato dal Regolamento (che pone il limite del GWP per le PdC a 750 al 2025).
Ecco il testo nel decreto: “2.4.1.4 Sostanze ad alto potenziale di riscaldamento globale (GWP) – Per gli impianti di climatizzazione, non è consentito l’utilizzo di fluidi refrigeranti contenenti sostanze con un potenziale di riscaldamento globale (GWP), riferito alla CO2 e basato su un periodo di 100 anni, maggiore di 150, quali ad esempio l’esafluoruro di zolfo (SF6). L’obiettivo può essere raggiunto anche tramite l’uso di fluidi refrigeranti composti da sostanze naturali, come ammoniaca, idrocarburi (propano, isobutano, propilene, etano) e biossido di carbonio”.

Ma va oltre, chiedendo che “l’appaltatore deve presentare una dichiarazione del legale rappresentante della ditta produttrice attestante l’assenza di sostanze o materiali contenenti sostanze con GWP maggiore di 150, e l’eventuale uso di fluidi refrigeranti naturali”.
Siamo molto contenti che l’Italia voglia fare da leader o meglio avanguardia nel settore della climatizzazione sostenibile” dichiara l’ing. Marco Masini, direttore operativo di Assofrigoristi, “peccato che non sia però in grado nemmeno di recepire la normativa comunitaria che indica il limite un po’ più in alto!“.
Paradossale che per indicare un esempio di sostanza ad alto GWP abbiano preso l’esafluoruro di zolfo, utile per la produzione di componenti per l’alta tensione e nell’industria dei metalli, con un numero di 22mila…. non sapevano proprio di cosa parlavano” dice sarcastico il direttore di Assofrigoristi.
E non finisce qui: “Già quest’estate Assoclima – l’associazione di ANIMA/Confindustria che produce quelle pompe di calore – si era espressa con forte riserva nei confronti di un impulso dato dall’Europa nella direzione di una riduzione del GWP senza tener conto di una situazione strutturale di quella produzione in Italia concomitante con un improbabile aumento dei prezzi dei refrigeranti tradizionali in phase out. I problemi che il sistema deve affrontare – tra i quali quello delle alternative al R134a e al R410a di tipo A2L, infiammabili – sono di una tale portata che, arrivare quatti-quatti con un Decreto inapplicabile, sembra veramente una presa in giro!” conclude Masini.

Ancora: “Assofrigoristi, con CNA, si è rivolta all’AGCOM per chiedere una verifica dell’anomalo andamento dei prezzi degli HFC nel 2017, e con Assoclima concorda nel chiedere un decreto per escludere gli A2L dalla prevenzione incendi, ma, se lo Stato, anzi, lo stesso Ministero, non sa cosa sta facendo il funzionario della porta accanto siamo veramente alle comiche|!“.
Intanto il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, e quello dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, firmano il decreto sulla SEN, la nuova Strategia Energetica Nazionale (la seconda in una legislatura, per un piano che dovrebbe avere una proiezione pluridecennale), dove metteranno ancora oltre 30 miliardi per lo sviluppo delle rinnovabili e assimilate – tra cui le pompe di calore – che però, allo Stato, non potranno essere vendute e lo Stato non troverà da comprarne!

Nota: riguardo a questo intervento Assoclima, citata nel testo, ha fatto alcune precisazioni QUI

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