Il settore del freddo in Repubblica Ceca

Come è il settore del freddo nella Repubblica Ceca? Lo ha raccontato Štêpán Stojanov, segretario generale di SCHKT, l’associazione RACHP del Paese durante l’incontro per la stampa organizzato da Chillventa – Messe Nürnberg.

Štêpán Stojanov

SCHKT è stata fondata nel 1990 da 42 membri e oggi conta ben 720 associati di cui 2/3 sono piccole e medie imprese. È una associazione che raduna principalmente contractor, un link essenziale tra produttori ed end user. L’ Associazione fa parte di AREA, di cui  Stojanov è anche stato il vice presidente.

La Repubblica Ceca è un paese con una forte presenza di aziende del settore del freddo, sia internazionali, con impianti di produzione nel Paese (Daikin, Emerson, Panasonic, Copeland, Thermoking, Bock, Trane Technologies  per citarne alcune) sia di aziende propriamente Ceche come 

  • Sinop CB (sistemi di refrigerazione)
  • Sinclair (unità AC pompe di calore)
  • Prihoda (sistemi di ventilazione)
  • PZP Masterthm, Acond (pompe di calore)
  • JDK (unità di refrigerazione)
  • VESKOM, GEOTEK (refrigerazione industriale)
  • Ekotez (unità di refrigerazione)

e altre.

Quali sfide deve affrontare il settore ceco del freddo? In un certo senso tutto il mondo è paese. Anche in Repubblica Ceca vi è carenza di tecnici specializzati; anche qui si sente  una certa instabilità di mercato dovuta a costi elevati dell’ elettricità, alla guerra in Ucraina e a incertezze legislative dovute al passaggio a nuovi refrigeranti e alla questione PFAS. «Dobbiamo formare i tecnici e i prossimi 4 anni saranno cruciali per loro per acquisire nuove competenze nei refrigeranti a basso GWP e naturali e per poterli dunque poi utilizzare al posto di quelli vecchi. In Repubblica Ceca la maggior parte dei supermercati utilizza ancora HFC ad alto GWP, quindi vi è una grande possibilità di business per chi nel futuro prossimo saprà usare i refrigeranti a basso GWP» spiega Stojanov.

Per le pompe di calore il settore ceco è un po’  in crisi. Qui, come nel resto d’Europa, quest’ anno le vendite sono calate molto rispetto al biennio precedente e questo probabilmente porterà al fallimento di alcune aziende nazionali e aprirà poi la strada a prodotti di bassa qualità provenienti da paesi terzi. Se questo dovesse accadere, potrebbe possibilmente rafforzare l’immagine non molto positiva che la tecnologia ha acquisito nei media cechi negli ultimi due anni dove, a causa della crescita spropositata del mercato, molte aziende si sono “improvvisate” specialiste e hanno realizzato una serie di installazioni non fatte ad opera d’ arte.   Tuttavia, Stojanov mostra un certo ottimismo: «I numeri attuali rispecchiano i livelli del mercato delle pompe di calore prima della guerra. Quindi potremmo non necessariamente vedere negli andamenti una decrescita ma un riassestamento a valori “normali “di mercato».