Green Cooling Summit – Una retrospettiva

Alla sua seconda edizione il Green Cooling Summit – evento  organizzato congiuntamente dall’Agenzia tedesca per l’ambiente (UBA) e da GIZ Proklima per conto del Ministero federale tedesco per l’ambiente (BMUV) e di quello per la cooperazione economica e lo sviluppo (BMZ) – punta i riflettori sulla refrigerazione commerciale. Ben 852 partecipanti registrati da oltre 100 nazioni, 24 presentazioni, 2 giorni di evento e un obiettivo: contribuire allo sviluppo della refrigerazione sostenibile nei supermercati.

La conferenza virtuale ha infatti affrontato il tema di come la transizione verso i refrigeranti naturali e l’efficienza energetica nel settore della refrigerazione dei supermercati possa essere completata a livello globale dal punto di vista della politica, della tecnologia, della pianificazione e del funzionamento.

Una scelta – quella di puntare i riflettori sulla refrigerazione commerciale – spiegata da Dirk Messner, presidente UBA, all’apertura dei lavori: «Si stima che a livello globale la refrigerazione commerciale sia responsabile dell’emissione di 474 milioni di tonnellate di CO2, tra emissioni dirette e indirette. C’è dunque un grande potenziale di riduzione, anche nei paesi del sud del mondo. Oggi è possibile cogliere questo potenziale grazie alle tecnologie basate sui refrigeranti naturali, il potenziale più a portata di mano della refrigerazione». Non per nulla alcune governi in Europa riconoscono incentivi ai supermercati che vogliano passare a una refrigerazione basata su efficienza energetica e su questi refrigeranti naturali, non sintetici, non fluorurati e fondamentalmente innocui per l’ecosistema.

Il passaggio della refrigerazione commerciale alla refrigerazione naturale permetterebbe di rispettare gli impegni dell’emendamento di Kigali e quindi contribuire a un contenimento di 0,5°C di aumento di temperatura entro la fine del secolo. Indubbiamente un contributo non indifferente per il clima. Infatti, anche se oggi le emissioni dirette dovute agli HFC, di cui la maggior parte usati come refrigeranti, sono il 3% di quelle mondiali, esse sono destinate ad aumentare in maniera importante nei prossimi anni per l’aumento previsto nel numero di apparecchiature per il freddo sul mercato. Da qui si comprende la necessità di controllare le emissioni di queste molecole.

Anche l’efficienza energetica gioca un ruolo cruciale nell’abbattimento delle emissioni della refrigerazione commerciale. Si stima che il 60% del consumo energetico circa di un supermercato sia destinato alla creazione di freddo, sia come refrigerazione che come condizionamento. Ad oggi, secondo dati presentati da Roberto de Aguiar Peixoto, professore di ingegneria meccanica al Maua Institute of Technology e intervenuto al Summit, vi sono circa:

  • Tra i 110.000 e i 115 mila supermercati in Europa
  • Tra i 38.000 e i 40.000 supermercati in USA
  • Circa 38 mila supermercati in Brasile
  • Tra i 65 e i 70 mila supermercati in Cina

Le cifre sono incomplete, in termini geografici innanzitutto, ma anche solo così danno una idea del potenziale di riduzione delle emissioni che sarebbe possibile.

Anche l’efficienza energetica gioca un ruolo di non secondaria importanza: la refrigerazione commerciale richiede il 25% della capacità di raffreddamento a livello globale. L’urbanizzazione, l’aumento del benessere, delle richieste di condizionamento, l’espandersi della catena del freddo sia alimentare che per la salute porteranno a un veloce aumento di questi numeri. Non solo. Come afferma Roberto de Aguiar Peixoto, i paesi in via di sviluppo dispongono oggi solo di circa il 10% della capacità di magazzino refrigerato rispetto ai paesi industrializzati, un numero che necessariamente è destinato ad aumentare, non fosse altro per gli obiettivi del millennio di eradicare la fame, per il quale l’esistenza di una catena del freddo capillare e funzionante è un presupposto indispensabile.

GIZ Proklima: lezioni da una esperienza pluriennale sul campo

GIZ Proklima, Agenzia Tedesca per la Collaborazione Internazionale  – lavora sul campo in diversi contesti geografici e legislativi per l’affermazione della refrigerazione sostenibile, basata su efficienza energetica e refrigeranti naturali. Indipendentemenet dal contesto, vi sono alcuni elementi che sono fondamentali dovunque e in qualunque contesto nel percorso verso la refrigerazione commerciale sostenibile. Birgit Mayer, Advisor di GIZ Proklima, intervenuta al Green Cooling Summit, li riassume così:

  1. Strumenti politici di ampio respiro possono accelerare la trasformazione sostenibile del settore verso refrigeranti naturali ed efficienza energetica;
  2. Sistemi di monitoraggio dell’energia sono abilitatori chiave per l’efficienza energetica;
  3. Il trainig e la qualificazione dei tecnici sono cruciali per il contenimento dei refrigeranti, per una gestione adeguata del fine vita e per la gestione dei refrigeranti naturali;
  4. Sistemi innovativi di finanziamento e programmi a supporto sono vitali sia per la dimostrazione della validità delle tecnologie sia per la conversione delle linee di produzione;
  5. Vi è necessità di una maggiore consapevolezza da parte degli operatori dei supermercati dell’impatto che può avere il controllo delle perdite.

Alcuni dei materiali mostrati al Green Cooling Summit e il riassunto elel due giornate di lavoro si possono trovare QUI