Delhaize (Belgio): retail a zero emissioni

Il cammino di Delhaize verso la neutralità carbonica

Nell’estate del 2021 il Gruppo Delhaize, che possiede circa 800 punti vendita retail in Belgio e Lussemburgo con un market share di oltre il 24%, ha dovuto chiudere 40 dei suoi negozi per via degli allagamenti che hanno colpito diverse zone del Paese. È questo, accanto ai problemi già vissuti da molti punti vendita del brand per via delle ondate di caldo dell’estate 2019, che porta David Schalenbourg, Director Architect. Construction & Maintenance di Delhaize ad affermare nella sua presentazione alla Conferenza ATMOSphere Europe 2021: «Non possiamo più negarlo: il cambiamento climatico sta diventando una realtà anche in Europa. E sebbene io sia un ottimista, direi che questo è davvero un invito all’azione. I problemi stanno arrivando anche arrivando alla nostra porta».

Peraltro Delhaize è uno dei retailer che tra i primi in Europa ha dato il via a programmi di decarbonizzazione. Già nel 2005 infatti ha installato il suo primo impianto a CO2 per arrivare nel 2021 dove, grazie a una serie di misure, è diventata neutrale per le emissioni di CO2. Per decarbonizzare la refrigerazione, Delhaize ha puntato sulla CO2 con recupero di calore per produrre acqua calda sanitaria e oggi i 2/3 dei negozi del Gruppo si basano su refrigeranti naturali.  Oltre a ciò, Delhaize ha puntato sulle energie rinnovabili (fotovoltaico) per poter affrancare già oggi alcuni siti dal combustibile fossile. Infine, la logistica: alcuni dei punti vendita di Delhaize utilizzano trasporto refrigerato a CO2 che ha il vantaggio di esser molto silenzionso quindi ideale per le consegne dell’ultimo miglio. Anche qui la tecnologia usata e quella della CO2, ormai offerta da alcuni importanti player del settore del trasporto refrigerato. Ma le ambizioni del marchio belga sono maggiori: al 2025 il Gruppo vuole arrivare al 100% rinnovabili e refrigerazione a basso GWP in tutti i punti vendita. A questo si affianca il progetto di continuare l’elettrificazione della flotta soprattutto per l’ultimo miglio. «Questo perché per decarbonizzare – afferma Schalenbourg – occorre davvero un approccio olistico e una analisi di tutte le fonti di emissioni di CO2 dell’azienda».

 

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