Un congedo

Cari amici di Assofrigoristi e di ZeroSottoZero,

questo sarà il mio ultimo editoriale da Presidente dell’associazione. Nel corso dello scorso mese di marzo io, con l’intera presidenza e con il direttore operativo, abbiamo rassegnato le dimissioni, poi ratificate dal Consiglio Direttivo nazionale.

Sono stati oltre sei anni di un’esperienza entusiasmante, che ha permesso all’associazione di raggiungere livelli di autorevolezza e riconoscibilità della categoria senza precedenti in un così breve lasso di tempo.

Enumerare i risultati ottenuti sarebbe utile, ma lezioso; mi limiterò, perciò, a citarne alcuni, che, a detta dei nostri interlocutori istituzionali, delle associazioni con cui abbiamo collaborato e delle principali aziende della filiera, rappresentano di certo segnali dell’importanza e del peso di Assofrigoristi, di quella Assofrigoristi che, sin dai primi momenti del 2014 quando stavamo elaborando il piano d’azione per gli anni successivi, hanno portato ad oggi.

Partiamo dalla fine.

Lo scorso giugno 2020, grazie al forte stimolo delle ragioni che hanno portato a costituire Assofrigoristi (dare riconoscibilità alla categoria), è stato sottoscritto il primo CCNL Frigoristi, un contratto collettivo nazionale del lavoro realizzato con CISAL, il quarto sindacato italiano per rappresentanza e con la datoriale Anpit. Il contratto raccoglie tutte le specifiche esigenze della categoria: dalla stagionalità al tema della corretta e possibile gestione del monte ore di straordinari, dal trasfertismo alla riduzione del costo del lavoro durante gli spostamenti tra cantieri, dall’allungamento del tempo di apprendistato a cinque anni al riconoscimento del ruolo di capo tecnico alle persone certificate EN 13313 (la cui eventuale formazione e certificazione viene spesata dall’ente bilaterale o dai fondi).

Per non parlare della realizzazione della prima fiera dedicata al settore, Refrigera, la cui prima edizione (al netto di pandemie…) è stata di sicuro successo, aumentando ulteriormente la visibilità delle imprese frigoriste.

Le collaborazioni instaurate – su pregevole chiamata da parte del presidente – con Asercom, l’associazione europea dei costruttori di compressori e componenti per la refrigerazione (al fine di mantenere presidiati i temi della legislazione e regolamentazione europea che ci riguardano) e con Finco, la federazione italiana dei costruttori (che ci ha permesso di introdurci ad ogni necessario livello con le istituzioni del nostro Paese), hanno permesso ad Assofrigoristi di presidiare tutti i grandi temi tecnici e normativi che i cambiamenti e le pressioni esercitate dal Regolamento F-Gas richiedevano. Tra i tanti, i temi della sicurezza riguardante la PED in generale e l’infiammabilità in particolare.

Senza dimenticare il grande dispiego di risorse – prevalentemente intellettuali e di comunicazione ed anche fisiche! – per incontrare i soci e le aziende del settore in tutta Italia. La gran massa e qualità di elementi di comunicazione e diffusione e presidio dei temi cari e a tutela delle imprese frigoriste si è ottenuta prima di tutto grazie a ZeroSottoZero. Proprio con il compianto Giuseppe Nardella e grazie al supporto del direttore Massimo Moscati, si è avviata una collaborazione a tutt’oggi ancora ininterrotta, che ha fatto sì che Assofrigoristi avesse un presidio editoriale all’interno della principale rivista italiana del settore, con la quale ci siamo affiancati a varie iniziative in plurime occasioni.

Ai Soci sono state dedicate pregevoli iniziative di aggiornamento e costante supporto, quali i progetti editoriali delle Linee Guida, gli aggiornamenti nel format FAQ de L’Esperto Risponde, il puntuale supporto tramite un servizio ineguagliato come il Ticketing associativo, per la consulenza “spicciola”, che, da solo, moltiplica per enne volte il valore della quota associativa.

E non voglio tralasciare, ma anzi, restando nel finale gli si da maggior pregio, la costruzione del primo Training Center per i Frigoristi in Italia dotato di impianto transcrititco a CO2, unità chiller a propano e tutte le macchine e attrezzature per la formazione e l’aggiornamento professionale gestito dal Centro Servizi, di cui ringraziamo, in particolare, Marco Nocivelli per aver contribuito al progetto in modo significativo (ricordiamo che il centro è stato dedicato proprio al papà, Luigi Nocivelli, fondatore del gruppo).

Gli sforzi fatti per portare al mercato un numero crescente di giovani attraverso collaborazioni prestigiose come quella con ASLAM, con l’ITIS Meucci a Firenze e, recentemente, con ADECCO, servono inoltre a richiamare l’attenzione sui temi della formazione che occorre presidiare per mantenere viva una professione che ha tanti pregi e infinite possibilità di crescita e professionalizzazione ma che, come tutte le professioni manuali e artigianali, fanno fatica a trovare attrazione tra i giovani.

Insomma, quello che, con il gruppo di presidenza (Catia Frasca, Andrea Rimini, Mario Bonera, Luca Radice e Miriano Botteghi) e con il direttore operativo, Marco Masini, abbiamo cercato di fare, è dare un supporto a tutto tondo alle imprese, costruendo un sistema e strumenti capaci di ridurre i costi (CCNL), incrementare i ricavi (visibilità e riconoscibilità), presidiare le questioni legate alla sicurezza e all’ambiente (consulenza e formazione) nel contesto di un sistema a rete che ha portato le principali aziende della distribuzione di materiale frigorifero, costruttrici di macchine e componenti e fornitrici di servizi ad avvicinare Assofrigoristi non per utilizzarla come canale di comunicazione e promozione ma, al contrario, per presidiare con noi i temi legati all’evoluzione del mercato e della tecnologia in relazione alla realtà delle imprese frigoriste.

Tutto questo non è bastato.

Una parte significativa del Consiglio Direttivo che aveva riposto, inizialmente, fiducia nei riguardi di un programma che è proceduto spedito per portare a compimento i progetti e le strategie lì descritte e condivise, ha vigorosamente e continuamente contestato per tutti e sei gli anni il nostro operare. Mai nel merito, ma sempre nelle modalità che, d’altronde, trovavano tutto il necessario conforto nello Statuto, lo strumento principe di ogni associazione: le sue regole.

La necessità e i tempi dettati dalla normativa in evoluzione che hanno portato a realizzare l’associazione parallela Assofrigoristi Datoriale (inevitabile perché lo Statuto di Assofrigoristi non consentiva la sottoscrizione di un CCNL), strumentale per raggiungere l’obiettivo, è stata l’occasione di guardare al dito invece che alla luna. Nonostante proposte di federazione o partenariato per completare il percorso e spingere ad un sol soggetto verso una ulteriore crescita, ci si è incagliati sulla forma.

I Soci di un’associazione aderiscono ai suoi strumenti (Statuto e Codice Deontologico), devono beneficiare dei risultati, devono stimolarne la crescita e puntare al raggiungimento di obiettivi sempre più ambiziosi che possano generare risultati spendibili per ognuno di loro.

Io e la mia presidenza, da Soci, siamo convinti d’aver sicuramente beneficiato della partecipazione e della condivisione dei risultati di Assofrigoristi, e questo riteniamo sia il valore che lasciamo in eredità a chi succederà.

Non lascio certamente disperdere l’esperienza accumulata e cercherò di continuare a presidiare quei temi che abbiamo portato a tutto il mercato e che rappresentano un gran valore per tutta la filiera!

Gianluca De Giovanni

 

A Gianluca De Giovanni va il ringraziamento del Gruppo Tecniche Nuove per la fattiva collaborazione sviluppata sino ad ora e il mio caro e personale saluto, consapevole che i nostri percorsi si incontreranno ancora spesso già da domani e nei prossimi anni a venire.                                                                                                 

                                                                                                                                                        Massimo Moscati

 

1 COMMENTO

  1. Voglio inviare un grazie da parte del Consiglio Direttivo di AF: la visibilità “politica” di Assofrigoristi è cresciuta e questo lo dobbiamo al lavoro svolto dal ex Presidente Gianluca De Giovanni e dal ex Direttore Operativo Marco Masini.
    Ma Assofrigoristi non è un partito politico e non è nemmeno un’associazione di categoria: è un’associazione professionale, che definisce come obiettivo la professionalità, la sua crescita, il suo riconoscimento e fonda il suo statuto sulla competenza di chi la costituisce.
    Il frigorista deve tornare ad essere protagonista assoluto del nostro lavoro e per fare questo sarà
    fondamentale agire in quattro ambiti:
    -Formazione
    -Area istituzionale e mercato
    -Supporto tecnico agli associati
    -Coinvolgimento degli associati

    Mario Scuderi

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