La questione climatica rimane in cima all’agenda 2021 della Commissione europea per i nuovi standard

Credits: ECOS

A fine 2020 la Commissione europea ha presentato il suo programma di lavoro annuale dell’Unione per il 2021 per la standardizzazione, un documento che definisce le priorità che la Commissione seguirà nelle sue richieste agli organi di stanndardizzazione nel corso dell’anno. Le richieste della Commissione vengono poi sviluppate dalle organizzazioni di normalizzazione CEN, CENELEC ed ETSI. La buona notizia per il pianeta è che le questioni ambientali continuano a occupare una posizione prioritaria nel piano della Commissione europea e viene attribuita particolare rilevanza agli standard che rientrano nella categoria “efficienza energetica e clima”. Inoltre, in termini generali, il programma evidenzia la necessità di nuovi standard europei a sostegno delle politiche dell’UE, molti dei quali importanti per l’azione per il clima. La Commissione chiederà agli organi preposti di sviluppare nuovi standard, tra l’altro nelle seguenti aree:

  • Ecodesign ed etichettatura energetica: nuovi standard per misurare le prestazioni energetiche di una serie di prodotti come display, server, apparecchi di illuminazione o di refrigerazione.
  • Batterie: standard che coprono i test di misurazione per pacchi batteria e moduli relativi alla progettazione e produzione di batterie ricaricabili elettrochimiche con accumulo interno.
  • Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche e batterie di scarto, comprese le norme sul riciclo di alta qualità efficiente dal punto di vista dei materiali e la preparazione per il riutilizzo dei flussi di rifiuti chiave e requisiti di qualità a livello dell’UE per le materie prime secondarie.
  • Infrastruttura per combustibili alternativi: standard per le comunicazioni da veicolo a rete e interoperabilità dei punti di ricarica.

Inoltre, gli standard europei dovrebbero avere un maggiore peso internazionale poiché nel programma vengono menzionati anche gli accordi commerciali. Le norme sono considerate dalla Commissione come una “parte essenziale” di eventuali barriere non tariffarie di “ogni accordo commerciale”.

Pur sostenendo molte delle iniziative in corso e nell’attesa degli sviluppi futuri delineati nel piano, la ong ECOS ha proposto alcune modifiche. Infatti, ad esempio, il programma non sottolinea l’importanza dell’inclusione del maggior numero possibile di partner e della trasparenza nel sistema di standardizzazione. Solo attraverso un’ampia rappresentanza di attori – come le ONG ambientali e altri attori della società civile – si può arrivare veramente a un risultato utile per le persone e per il Pianeta. Questo è un punto cruciale che ECOS non si stancherà mai di sottolineare.

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