Revisione Regolamento F-Gas: ecco cosa potrebbe attenderci (Impressioni da Chillventa eSpecial)

La prima giornata di Chillventa è tradizionalmente dedicata al Congresso, una giornata di incontri su temi di tendenza del settore, sia dal punto di vista tecnico – con la manifestazione Deutsche Innovationstag – sia dal punto di vista dell’attualità e della legislazione, con il congresso ASERCOM-EPEE.

A quest’ultimo è intervenuta anche Bente Tranholm-Schwarz, DG CLIMA Commissione europea – che ha fatto il punto sul Regolamento F-gas, sulla revisione in corso e su tematiche e aspetti di cui questa revisione dovrà tener conto.

Innanzitutto, a che punto siamo? Se si guardano le emissioni di gas fluorurati in Europa, secondo quanto riportato da EEA, tra il 1990 e il 2014 esse sono più che raddoppiate. Con l’entrata in vigore del Regolamento F-gas questa tendenza si è interrotta e l’andamento degli F-gas oggi dimostra un trend in decrescita secondo quanto previsto dalla riduzione graduale imposta dal Regolamento F-gas.

Il phase-down – la riduzione globale di refrigeranti ad alto GWP sul mercato europeo – sta funzionando secondo i piani, almeno nei numeri ufficiali. I divieti di utilizzo di alcui refrigeranti in alcune applicazioni sono uno strumento che serve alla riduzione globale.

Negli apparecchi precaricati scompaiono gradualmente i refrigeranti ad alto GWP e appaiono quelli a basso medio GWP. (Fonte: EC)

Non solo sta diminuendo la quantità di refrigeranti in tonnellate equivalenti, ma anche la tipologia di refrigeranti sta cambiando. Ad esempio, le apparecchiature precaricate che arrivano sul mercato UE contengono sempre meno R-407C (GWP 1774) ed R-410A (GWP: 2088), e sempre più R-32 che con il suo GWP di 675 rappresenta una soluzione di medio termine per traghettare gli utenti verso il 2030. Un recente rapporto della Commissione che prende in considerazione le alternative sostenibili per i condizionatori split ad uso residenziale, indica che la maggior parte dei condizionatori mono split venduti nella UE non contiene più R-410A bensì alternative a più basso GWP. Sempre in questo rapporto si indica l’R-290 (propano) come alternativa possibile per split <7kW e l’R-32 come alternativa per gli split di maggiore potenza.

Ad ogni modo il regolamento deve essere rivisto per tre motivi principali:

  • da quando esso è entrato in vigore, l’Europa si è posta obiettivi climatici più ambiziosi. Con la Strategia del Green Deal, l’obiettivo di riduzione delle emissioni al 40% entro il 2030 deve essere spostato almeno al 55% per poter raggiungere la neutralità climatica al 2030. Anche il settore che utilizza gas fluorurati deve adeguarsi a questi nuovi obiettivi, oggi significativamente diversi rispetto al 2015;
  • nel 2016 è entrato in vigore l’Emendamento di Kigali al Protocollo di Montreal, i cui obiettivi vanno ben oltre il 2030, dove invece si ferma il Regolamento F-gas. Per rimanere in linea con il protocollo di Montreal l’Europa deve darsi delle strategie post-2030;
  • ci sono alcuni aspetti del Regolamento che vanno migliorati per avere l’opportunità di monitorare meglio i traffici di refrigeranti

Alla luce di questi tre fatti la Commissione si pone le seguenti domande:

  • è necessario definire riduzioni più severe entro il 2030?
  • sono necessari ulteriori divieti nell’uso di HFC?
  • Sono necessarie fasi di riduzione oltre il 2030?
  • è necessario eliminare alcune delle esenzioni dal Regolamento oggi esistenti?
  • la creazione di uno sportello unico alle dogane potrebbe migliorare i controlli sui traffici di refrigeranti?
  • quali misure mettere in atto per impedire l’abuso di quote?

Nel complesso, il bilancio è positivo

Il bilancio complessivo che Tranholm-Schwarz fa del Regolamento fino ad oggi è in generale positivo. In particolare, afferma: «In questi anni la tecnologia ha visto un impressionante sviluppo verso tecnologie sostenibili e la stessa industria afferma a tale proposito che molte tecnologie sostenibili sono disponibili». In molti casi non è la tecnologia a mancare, bensì la conoscenza di essa da parte di chi la deve installare… tema delicato, quello della (in)formazione

Processo di revisione Regolamento F-gas: dove siamo?

Il processo di revisione del Regolamento F-gas è già iniziato. A questo proposito la Commissione ha anche lanciato una consultazione pubblica a cui TUTTI sono invitati a partecipare. Anche sulla base dei risultati di questa consultazione e di incontri con il settore, la Commissione valuterà gli impatti e i risultati raggiunti fino ad ora dal Regolamento ed eventuali nuove misure. Poi, entro la fine del 2021 la Commissione proporrà al Parlamento e al Consiglio europeo le sue modifiche e questi decideranno se e come adottarle. Si suppone che tale discussione durerà fino al 2022-2023 quando il nuovo regolamento dovrebbe finalmente vedere la luce.

Intanto?

Intanto Tranholm-Schwarz non si stanca di ripetere quello che ogni stakeholder con coscienza sa e non si stanca di ripetere e quello che anche da queste pagine è stato spesso ribadito: non si aspetti la data di entrata in vigore dei divieti per passare a soluzioni alternative, ma lo si faccia quanto prima. Oggi si decide cosa si farà domani e quali problemi ci si troverà ad affrontare: se infilarsi nella trappola di dover usare refrigeranti difficili da trovare e con prezzi stratosferici oppure l’assicurarsi un futuro relativamente tranquillo per il ciclo di vita dell’impianto.

“Refrigeranti ED efficienza energetica” e non “refrigeranti O efficienza energetica”!

Durante la sessione di domande qualcuno ha fatto notare che ad oggi le emissioni dirette degli impianti sono una parte minore delle emissioni totali e che il consumo energetico gioca invece la parte del leone. Per questo motivo sarebbe indispensabile focalizzarsi sull’efficienza energetica e non sui refrigeranti. Tale argomentazione, sebbene possa apparire avere una sua logica, è molto miope e alquanto “originale”. Innanzitutto, le emissioni dirette degli impianti sono destinate nel futuro prossimo ad aumentare notevolmente considerando l’aumento del numero di apparecchi cui è destinato il settore del freddo. E data la permanenza di questi gas in atmosfera, la loro diminuzione porta effetti a lungo termine. Vi sono inoltre studi scientifici che evidenziano chiaramente come solo il controllo contemporaneo di entrambe le emissioni – dirette e indirette – permette di stare ben al di sotto di un aumento di temperatura media globale di 2°C. Infine, afferma Tranholm-Schwarz: «Le nuove tecnologie sostenibili si distinguono anche per la loro migliore efficienza energetica, indicando come refrigeranti a  basso GWP ed efficienza energetica non sono un ossimoro» e che è possibile – non solo doveroso – lavorare contemporaneamente su entrambi i fronti.

Source: Hu et al, 2013, Nature Climate Change e Lawrence Berkeley National Laboratory (LBNL), 2015: Benefits of Leapfrogging to Super- efficiency and Low Global Warming Potential Refrigerants in Room Air Conditioning. La linea tratteggiata in rosso indica la riduzione di emissioni raggiungibile controllando le emissioni di CO2 (indirette), la linea in nero controllando anche i gas a effetto serra, tutti, inclusi gli HFC.

 

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