Un paio di numeri…

Uomo che consegna il ghiaccio. Birmania (Credits: EWB-USA)

In un interessante documento pubblicato sul sito della associazione Engineers Without Borders – USA, si leggono alcuni dati tratti da diverse fonti, su alcune delle conseguenze della mancanza di refrigerazione. Ad esempio:

  • Salute: la refrigerazione è essenziale per preservare i vaccini. Una più ampia disponibilità di refrigerazione potrebbe contribuire a ridurre 1,5 milioni di decessi all’anno attribuibili a malattie prevenibili con un vaccino. Inoltre, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, si stima che 600 milioni di persone si ammalano dopo aver mangiato cibo contaminato o avariato e 420.000 muoiono ogni anno per la stessa causa. Sebbene la qualità dell’acqua e i servizi igienici svolgano un ruolo importante nel determinare la qualita’ della vita delle persone, la mancanza di refrigerazione è anch’essa un fattore determinante.
  • Nutrizione: la refrigerazione può anche svolgere un ruolo significativo nel miglioramento dell’alimentazione. La FAO stima che nell’Africa subsahariana oltre il 50% di frutta e verdura, il 25% di carne e prodotti lattiero-caseari e il 30 % di frutti di mare vada perduto prima di raggiungere il consumatore. Questo è in parte dovuto alla mancanza di refrigerazione.
  • Opportunità economiche per i piccoli agricoltori: l’aumento della produzione di frutta, verdura, latticini e proteine offre anche notevoli opportunità per i piccoli agricoltori. Si calcola che 2 miliardi di persone vivono in aziende di dimensioni inferiori a 2 ettari, ma la produzione di queste piccole aziende è spesso concentrata su cereali, legumi e colture di tuberi, perché possono essere immagazzinate senza refrigerazione. In molti casi, i piccoli proprietari che hanno accesso alla refrigerazione potrebbero aumentare drasticamente il proprio reddito coltivando più frutta e verdura. La refrigerazione è essenziale anche per la produzione di latticini e pesce.
  • Miglioramento del quotidiano di molte donne: la refrigerazione può ridurre notevolmente la fatica che grava sulle donne riducendo la necessità di recarsi al mercato ogni giorno per l’acquisto di alimenti deperibili. Permetterebbe anche l’uso migliore degli avanzi alimentari, il che ridurrebbe il numero di volte al giorno che una donna ha bisogno di cucinare, oltre alla quantità di legna da ardere necessaria e il tempo trascorso a raccoglierla.

 

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