Lavorare ai Tempi del Covid

AZIENDA COZZI: verso una nuova normalità

 

Michele Cozzi, uno dei proprietari dell’Azienda

Cozzi Srl (Parabiago, Milano) è un’azienda specializzata da oltre 30 anni nella produzione di gusci in polietilene espanso per copertura e isolamento termico. Sono componenti importanti per le macchine degli impianti destinati, ad esempio, alle strutture ospedaliere ed è questo il motivo per cui l’Azienda nei mesi scorsi non ha potuto interrompere quasi mai produzione e consegne. Questo ha significato aver dovuto sin da subito metter in atto una serie di misure stringenti per la protezione dei lavoratori. «Supportati dal nostro Responsabile per il Servizio Prevenzione e Protezione, ci siamo attivati dal 24 febbraio per reperire informazioni su comportamenti e mezzi da adottare per evitare la diffusione della malattia, cercando di attuarli con la massima urgenza: mascherine, peraltro inizialmente difficili da reperire; igienizzante per le mani; avvisi per i dipendenti illustranti i comportamenti da tenere come il distanziamento sociale e il corretto lavaggio delle mani; informative sulla sintomatologia del virus, etc.» spiega la famiglia Cozzi, proprietaria dell’azienda. «Poi la situazione nella nostra zona si è aggravata. Per questo il 16 marzo abbiamo deciso, nonostante le richieste di consegne, di sospendere del tutto l’attività per una settimana. Alla riapertura ci siamo ritrovati “diversi”, con la consapevolezza molto più radicata e intensa della necessità di cambiare in molti aspetti il nostro normale comportamento sociale per tutelare noi e gli altri. È come se si fosse ridotto il nostro metabolismo: abbiamo rallentato i ritmi, ristretto al minimo possibile l’organico in azienda e ogni azione, ogni movimento era come pensato prima di essere eseguito, cercando di rispettare il più fedelmente possibile le regole preventive. Anche ai corrieri abbiamo dovuto imporre determinati comportamenti per mantenerli a distanza dai lavoratori».

Fino a fine aprile, tra malattie e indennità/sussidi, l’Azienda ha lavorato al 70%. «Dal punto di vista produttivo non abbiamo riscontrato particolari disagi. Anche con un organico molto ridotto, siamo riusciti a gestire la domanda di prodotti, calata a causa delle chiusure temporanee di molti clienti. Inoltre, essendo gran parte di loro domiciliata nell’est della Lombardia e in Veneto, quindi nelle zone in assoluto più colpite dall’emergenza, essi stessi hanno avuto problemi con il ricevimento della merce e in alcuni casi questi problemi sussistono ancora. Poche sono state fino al 4 maggio le aziende che hanno lavorato e ancora meno quelle che hanno lavorato a pieno regime». Non diversa la situazione dei clienti all’Estero: «Qualcuno si è fermato per 2 o 3 settimane, ma il problema maggiore sono stati i trasporti: partenze dimezzate, trasporti ritardati sono stati per almeno un mese la normalità».

Il calo della domanda è stato forte ma i titolari e tutto lo staff hanno cercato di vedere il bicchiere mezzo pieno e di fare di necessità virtù: «La diminuzione della domanda rispetto al solito e, quindi, il rallentamento della attività, ci ha permesso di portarci avanti con produzioni arretrate e di concentrarci su altri aspetti aziendali che magari da tempo attendevano una soluzione».

Ora, però, il nuovo decreto permette di riaprire i battenti. Come sarà la nuova normalità? «In termini di produzione siamo pronti a ripartire a pieno regime e, onestamente, speriamo anche che ci sia un boom di richieste in modo da compensare, almeno in parte, i cali registrati nelle scorse settimane. Non abbiamo paura di un sovraccarico: la nostra struttura è agile e ci permette di rispondere velocemente alle richieste. Certo, non saremo più come prima. Il virus ha cambiato il modo di rapportarsi l’un con l’altro e in sottofondo rimane sempre il ricordo di quello che è stato e, in parte, è ancora. Ma non vogliamo che sia solo un “brutto” ricordo: questa pandemia ci ha obbligati a imparare molto». Ad esempio? «Ad esempio un nuovo modus operandi: il lavoro è importante ma ci sono strumenti e soluzioni alternative per poterlo svolgere in modo efficace, favorendo al contempo la vita privata dei nostri lavoratori e soddisfando le necessità dei nostri clienti».

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