Split a R290 – Una guida

I sistemi di climatizzazione tipo split sono attualmente gli apparecchi più comunemente utilizzati per il raffreddamento delle abitazioni in tutto il mondo. In molte regioni sono diffusi molti split nella fascia medio-bassa di prezzo, che spesso però sono anche i meno efficienti dal punto di vista energetico.

Se al consumo di energia elettrica – purtroppo ancora per lo più prodotta da fonti fossili – si aggiungono le perdite di refrigeranti di questi apparecchi – per lo più ad elevato effetto serra – la frittata è fatta ed ecco che essi diventano responsabili sostanziali delle emissioni di gas climalteranti del settore. È assolutamente necessario intervenire soprattutto perché questo settore è destinato da qui al 2050 a veder almeno triplicare le unità sul mercato. Secondo le stime dell’EIA (2018), il condizionamento delle unità abitative richiede oggi circa il 10% della domanda totale di elettricità in tutto il mondo. Se si considera che secondo le proiezioni i condizionatori sono destinati a triplicare da qui al 2050, si può immaginare l’effetto sul clima dei consumi energetici e delle emissioni di refrigerante.

Da qui l’interesse nel trovare soluzioni meno impattanti per questa tipologia di apparecchi. La soluzione alternativa più a portata di mano – ovvero tecnologicamente matura e disponibile sul mercato –  consiste nell’utilizzo del refrigerante naturale propano – R290.

Le valutazioni di mercato effettuate in numerosi paesi da GIZ Proklima, l’agenzia tedesca per la cooperazione internazionale, dimostrano che una vera e propria inversione di rotta nelle tendenze attuali di emissioni si può raggiungere proprio con l’adozione di questa tecnologia. Il passaggio a dispositivi ad alta efficienza con R290 riduce il consumo energetico e le emissioni di gas a effetto serra e quindi offre un’opportunità significativa per contribuire alla riduzione delle emissioni climalteranti.

Sebbene vi sia un’urgente necessità di intervento nel settore, vi sono diversi ostacoli a una transizione del mercato verso macchine a R290, come ad esempio le preoccupazioni per la sicurezza sull’infiammabilità dell’R290, le naturali incertezze sulle nuove tecnologie, nonché la limitata comprensione del corretto trattamento dei refrigeranti nel processo di produzione, installazione, funzionamento e smaltimento degli apparecchi. C’è in generale un’esitazione a investire in tale tecnologia, nonostante la significativa riduzione potenziale dei costi energetici.

Eppure vi sono nel mondo numerosi esempi di utilizzo sicuro di questi apparecchi; vi sono utenti che esplicitamente scelgono di passare al propano. Il retail belga Colruyt già utilizza propano per la climatizzazione e prevede una estensione al sistema di pompe di calore. L’esperienza belga dimostra che con una procedura rigorosamente satndardizzata di gestione delle macchine anche l R90 diventa una “bestia addomesticabile”. «Se siamo pronti per l’R32, siamo pronti anche per il propano» afferma Collin Bootsveld, Project Engineer, Colruyt Group.

Per fare fronte a queste incertezze diffuse e  contribuire alla diffusione di conoscenza e buone pratiche, GIZ Proklima  – su incarico della Agenzia federale dell’Ambiente –  ha appena pubblicato una guida dal titolo “R290 Split Air Conditioners Resource Guide”.

Essa promette di esser una risorsa preziosa per il mondo degli split a R290. La guida si basa sulle esperienze sul campo di GIZ e dei partner dei suoi numerosi progetti. Essa ha un valore teorico, pratico e di testimonianza di quello che è oggi lo stato dell’arte nel mondo degli split a R290. Si rivolge non solo a costruttori e tecnici ma anche a politici e decisori, incoraggiandoli a facilitare l’accesso e la affermazione sul mercato di questa tecnologia. La guida è disponibile liberamente (in inglese) QUI 

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