R744? Ora anche dal biogas!

Il biogas è una miscela costituita essenzialmente da biometano (60-70%) e CO2 (30-40%). Con un processo di purificazione – detto upgrading – queste due frazioni possono essere separate e mandate a vie di utilizzo diverse. La CO2 che si ricava è di elevatissima qualità e può essere usata anche come refrigerante. In questo modo, un prodotto secondario viene valorizzato e trova una nuova via di utilizzo. Economia circolare allo stato puro! (Fonte: Agentur f. Erneuerbare Energie)

Per via della necessità di limitare le emissioni di gas a effetto serra e grazie alla conseguente introduzione del Regolamento F-gas, la CO2 come refrigerante – o R744 – sta vivendo un revival. Da molti viene riconosciuta come l’alternativa più valida a lungo termine nella refrigerazione commerciale.

I vantaggi di tale refrigerante sono numerosi e ormai ampiamente descritti nella letteratura e sono sia di natura tecnica che ambientale: la CO2 ha un GWP bassissimo, è una molecola naturale e non riserva brutte sorprese qualora dovesse sfuggire dagli impianti  finire in atmosfera. In termini di produzione, fino ad oggi la maggior parte della CO2 viene estratta dal sottosuolo, con apposite perforazioni. Questa metodologia di produzione porta con sé un problema quasi filosofico: se la necessità di oggi è cercare di sequestrare CO2 dalla atmosfera o limitarne l’immissione, fare perforazioni apposite per estrarla dal suolo, dove altrimenti rimarrebbe stoccata, va controcorrente; è l’esatto opposto di ciò a cui la società oggi mira con tanta fatica e dispendio di energie, ricerca e sviluppo (Carbon Capture and Storage – CCS). Per questo ben vengano metodi alternativi di produzione per quetso refrigerante, altrimenti virtuoso. Tali metodi oggi esistono e sono legati alla produzione di biometano da upgrading – purificazione – del biogas.

Il biogas, infatti, è essenzialmente una miscela di metano e CO2. La sua purificazione a ottenere biometano genera come prodotto secondario CO2 purissima, di altissima qualità in termini di purezza chimica e microbiologica, con caratteristiche di gran lunga superiori a quelle richieste o a un refrigerante o al prodotto per uso industriale. Così purificata e controllata lungo il processo di upgrading da analizzatori in continuo, può essere liquefatta e distribuita per tutti gli utilizzi.

Questa via di ottenimento rende il refrigerante CO2 ulteriormente virtuoso e crea una economia circolare nel verso senso della parola: il prodotto secondario di una lavorazione trova una sua nuova via di utilizzo e viene valorizzato. In Italia  TPI Tecno Project Industriale, una società del Gruppo SIAD specializzata nella progettazione e realizzazione di impianti per CO2 e per la sua purificazione, ha installato presso una azienda lombarda un impianto di upgrading del biogas derivato dalla fermentazione della FORSU (frazione organica rifiuto urbano). Da tale processo si generano sia circa 32 mln di standard metri cubi di biometano all’anno, che viene immesso in rete, sia 125 tonnellate/giorno di CO2 di altissima qualità, chimicamente e microbiologicamente pura.

SIAD ritira e commercializza questa CO2, essendo così in Italia un pioniere della distribuzione di CO2 da biogas e artefice di una vera e propria economia circolare chiusa del refrigerante. Sicuramente non il primo caso in Europa ma, a nostra conoscenza, il primo in Italia.

Un’intervista a SIAD su questo innovativo progetto si trova sul numero di settembre di ZeroSottoZero.

 

 

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