Impieghi e applicazioni future della CO2 – Una intervista con Bitzer

Dr. Armin Walz, Head of Application Engineering at BITZER

Tra i refrigeranti in linea con il regolamento F gas, la CO2 si sta affermando come scelta futura per il retail. Oltre a ciò, essa sta trovando campi di impiego anche nel settore industriale, prima regno incontrastato della ammoniaca. Oggi l’efficienza di tale refrigerante non è più legata a doppio filo a tecnologie complesse, grazie alla presenza sul mercato di componenti e controlli innovativi. In dialogo con il Dr. Armin Walz, Head of Application Engineering di BITZER.

  1. L’impiego della COcomporta costi particolarmente elevati per gli impianti frigoriferi?

C’è una serie di applicazioni per le quali il refrigerante R744 / COè molto conveniente e può essere impiegato con un’efficienza ecologica molto favorevole. Per esempio, nel campo delle applicazioni per supermercati e piccoli stabilimenti industriali si trovano attualmente impianti frigoriferi altamente concorrenziali i cui costi di investimento sono simili a quelli dei sistemi convenzionali. Se oltre alla ridotta impronta ecologica e alla sicurezza dell’investimento garantita dagli impianti a CO2, si considerano poi anche i costi del ciclo di vita, gli impianti a COpossono risultare a nostro avviso ancora più convenienti rispetto ai sistemi convenzionali equivalenti, in particolare considerando l’aumento dei prezzi dei refrigeranti sintetici e l’incertezza sulla loro futura disponibilità. A tale concorrenzialità contribuiscono anche le nostre innovazioni, come per esempio il sistema meccanico di regolazione della capacità VARISTEP e i compressori ECOLINE+ con motore a magneti permanenti (LSPM). Si tratta di innovazioni che incentivano l’efficienza energetica senza aumentare la complessità dell’impianto. L’impiego di eiettori e di impianti con compressione in parallelo incrementeranno inoltre l’efficienza energetica di molte applicazioni, in particolare nelle aree climatiche calde.

  1. Quali delle misure tecniche sopra citate ritiene particolarmente idonee a sostenere anche economicamente i necessari aumenti di efficienza?

Dal nostro punto di vista, gli sviluppi non dovrebbero concentrarsi esclusivamente sull’incremento dell’efficienza: da parte nostra vogliamo contribuire anche alla semplificazione degli impianti a CO2. La complessa tecnologia dei moderni impianti a COpone elevate esigenze in termini di qualificazione di progettisti e tecnici del servizio di manutenzione; ciò è motivo per cui quest’ultima non può essere considerata una banale sostituzione degli impianti con refrigeranti sintetici. Considerando il ciclo di vita di un impianto, i ridotti costi di manutenzione e assistenza forniscono un contributo fondamentale al successo economico di una tecnologia. È per questo motivo che abbiamo sviluppato gli inverter di frequenza VARIPACK facilmente configurabili, il sistema meccanico di regolazione della capacità VARISTEP e i compressori ECOLINE+ con motori LSPM impiegati direttamente sulla rete. L’unità di sottoraffreddamento BITZER EXPANDER, di cui abbiamo esposto un prototipo all’ultima Chillventa, assicurerà a sua volta vantaggi di incremento in termini di potenza frigorifera ed efficienza energetica agli utenti di impianti a COtranscritica. Parlando di impianti a CO2, un’elevata efficienza energetica non è più, dunque, legata a doppio filo con tecnologie complesse.

3. Per quali applicazioni caldeggia a lungo termine l’impiego della CO2?

A lungo termine individuiamo i vantaggi della CO2, quale refrigerante, soprattutto negli impianti di media e alta capacità e per applicazioni di media e bassa temperatura, così come nelle pompe di calore ad alta temperatura in applicazioni commerciali e domestiche. Tuttavia il successo della COin altri campi applicativi risulta subordinato da disposizioni di legge, limitazioni e incentivi sulle quali è difficile fare previsioni.

  1. Altri refrigeranti naturali potrebbero eventualmente essere più adatti a colmare il divario tra la tutela dell’ambiente e sostenibilità dei costi di investimento?

Noi di BITZER non ci stiamo concentrando solamente sullo sviluppo di componenti per irefrigeranti naturali. Per raggiungere entro il 2030 gli obiettivi di emissioni previsti dalla EU F-Gas per i gas fluorurati, abbiamo bisogno dell’intero mix di refrigeranti a basso GWP. In linea generale dobbiamo abbandonare l’idea che un determinato refrigerante possa essere la soluzione corretta per tutte le applicazioni e in tutte le regioni. Riconoscere questa realtà richiede da parte nostra investimenti nella formazione e nel perfezionamento. Eccezion fatta per la CO2, tutti i principali refrigeranti per impianti commerciali con un GWP inferiore a 150 sono infiammabili (gruppo di sicurezza A2L o superiore). Tuttavia il know-how del personale di assistenza nel campo della refrigerazione e della climatizzazione contribuisce al successo di una tecnologia tanto quanto una scelta appropriata del sistema e l’individuazione del giusto refrigerante a basso GWP.

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