IEC approva aumento di carica per refrigeranti infiammabili

È stata approvata da IEC, Commissione elettrotecnica internazionale, la modifica della norma internazionale IEC 60335-2-89. La versione recentemente approvata fornisce requisiti di sicurezza per gli apparecchi di refrigerazione commerciali (light commercial) e contiene modifiche positive alla versione precedente, che invece poneva ostacoli all’uso di refrigeranti infiammabili rispettosi del clima (ad es. propano) attraverso limiti rigorosi alle cariche consentite. La votazione è stata il risultato di un lavoro di revisione e approvazione molto lungo, durato circa sei anni e non è stata senza colpi di scena.

Come è noto, infatti, ad aprile la prima votazione è risultata contraria alla modifica per un pugno di voti (anzi, per uno soltanto). Si è trattato di un risultato che ha stupito tutti, soprattutto dopo le intense discussioni, studi, documenti, etc. che hanno preceduto il voto. I voti negativi devono però essere accompagnati da commenti che giustifichino la scelta e che rispettino determinati parametri IEC. Devono cioè essere di natura esclusivamente tecnica, altrimenti il voto viene invalidato. Uno dei voti negativi non era conforme alle norme procedurali IEC, motivo per cui – giustamente – la ong ECOS, impegnata nella rappresentanza della società civile ai tavoli di lavoro, e altre parti interessate hanno richiesto all’IEC di rivederlo, di ricontare il risultato e correggerlo.

Così, lo standard IEC 60335-2-89 è stato infine approvato all’inizio di maggio. Ma non solo. Come spiega ECOS, il voto positivo è stato il risultato di un processo molto complesso anche per altri aspetti. In primo luogo, lo standard è stato sviluppato senza la partecipazione delle parti interessate della società civile, rappresentate ad esempio da ECOS, che deve ancora essere ammessa a partecipare e contribuire direttamente al Comitato tecnico IEC (TC61) che ha lavorato sullo standard.

Nonostante queste sfide, ECOS insieme a un numero di partner (ONG, associazioni di imprese e industrie), aveva espresso la propria posizione con un documento reso pubblico, in cui, insieme ad altre associazioni, invitava gli organismi nazionali di normalizzazione a esprimere un voto positivo e ad approvare lo standard. Ma non è tutto. ECOS aggiunge che a questa situazione di esclusione si sono sommati gli sforzi di alcune lobby dell’industria chimica che hanno rischiato di minare 6 anni di discussioni e una bozza finale progressiva.

Per tutti questi motivi, tale voto assume anche una connotazione di espressione della società civile. Come ha affermato Rita Tedesco, Responsabile del programma sui refrigeranti presso ECOS: «Questo risultato è una pietra miliare nella mitigazione dei cambiamenti climatici e nell’attuazione della legislazione sul clima, che attualmente è di fatto ostacolata da alcuni standard». E continua: «Il suo esito positivo spianerà la strada per un uso sicuro di un refrigerante rispettoso del clima nella refrigerazione commerciale. Desideriamo con forza che tale ambizione venga mantenuta anche nella revisione degli standard dei prossimi prodotti per il condizionamento dell’aria, tutt’ora ancora in discussione».

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