EIA: scoperta produzione e uso illegali di CFC-11 in Cina

Nel maggio 2018 sulla rivista Nature, un gruppo di scienziati del NOAA Earth System Research Laboratory degli Stati Uniti denunciava una presenza in atmosfera di CFC-11, non in linea con i livelli aspettati e esprimeva il sospetto di una produzione e immissione in atmosfera illegali di tale molecola  bandita dal Protocollo di Montreal.  A luglio 2018, in occasione del Gruppo di lavoro aperto del convegno del Protocollo di Montreal tenutosi a Vienna, l’organizzazione ambientalista EIA – Environmental Investigation Agency – ha presentato un rapporto in cui porta prove convincenti che la causa di tale aumento è l’utilizzo di tale molecola in Cina per la produzione di schiume poliuretaniche. EIA ha ottenuto prove da 18 diverse società in 10 province cinesi, confermando l’uso di CFC-11 come agente espandente per la produzione di schiume utilizzate per isolare edifici ed elettrodomestici.

Discussioni dettagliate con i dirigenti dell’azienda chiariscono che non si tratta di incidenti isolati, ma di pratiche comuni in tutto il settore. I produttori e i commercianti di agenti espandenti di schiuma di poliuretano hanno ripetutamente riferito alle fonti di EIA che la maggior parte dell’industria della schiuma in Cina continua a utilizzare il CFC-11 a causa della sua migliore qualità e del prezzo più basso.

Le conversazioni con i commercianti hanno rivelato che alcune società producevano direttamente il CFC-11, mentre altre erano rifornite da fabbriche in luoghi non divulgati. Diverse società hanno anche indicato la facilità con cui CFC-11 potrebbe essere esportato nel materiale pre-miscelato utilizzato per produrre le schiume.

«Se la Cina non fermerà questa produzione illegale, metterà a repentaglio la nostra lenta ripresa dello strato di ozono» ha dichiarato Alexander von Bismarck, direttore esecutivo della EIA USA. «Il CFC-11 è anche un gas ad alto effetto serra, rendendo questa una seria minaccia per il nostro clima. Quello che abbiamo scoperto è un problema sistemico, non incidenti isolati. Richiede un’indagine a livello nazionale condotta dall’intelligence e sanzioni più severe in tutto il settore che si adattano al crimine».

L’EIA ha rilasciato la relazione in occasione al Gruppo di lavoro aperto del convegno del Protocollo di Montreal a Vienna dall’11 al 14 luglio e il problema delle emissioni canaglia CFC-11 è stato posto nella agenda delle discussioni. Ora la Comunità internazionale è informata su quanto sta succedendo. Clare Perry, leader della campagna per il clima di EIA UK, ha dichiarato: «Si tratta di un crimine ambientale su vasta scala. È necessario adottare misure per garantire l’applicazione e il rispetto di tutti gli obblighi del protocollo di Montreal, compresi i nuovi controlli sugli HFC. Il modo in cui il Protocollo di Montreal affronta questo problema determinerà se continuerà a meritare la sua reputazione come il trattato ambientale più efficace del mondo».

Il rapporto è disponibile QUI

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