Protocollo di Montreal: non solo vantaggi ambientali!

Il messaggio più importante dell’efficace attuazione del protocollo di Montreal è che il mondo può unirsi per scongiurare una minaccia comune all’umanità.

Dalla sua adozione nel 1987, il trattato ha gradualmente eliminato le sostanze che impoveriscono lo strato di ozono stratosferico e ha portato alla società umana  vantaggi significativi per la salute in tutto il mondo. Ciò è stato ottenuto principalmente dalla prevenzione di grandi aumenti nella radiazione ultravioletta (UV) nelle parti più abitate del globo. La perdita di ozono aumenta la radiazione UV che raggiunge la superficie terrestre. L’intensa ricerca scientifica degli ultimi anni ha portato a una più chiara comprensione di come il buco nell’ozono influisca non solo sulla salute umana ma anche sulla produzione di cibo e sugli ecosistemi. Il mondo sarebbe stato un posto molto diverso senza il protocollo di Montreal.

Un nuovo opuscolo pubblicato dall’UNEP presenta una fotografia di quello che sarebbe stato il mondo se avessimo fallito nel controllare le sostanze lesive dell’ozono. Ci sarebbe stato un collasso dell’ozono stratosferico entro la metà del XXI secolo, con conseguente grande aumento della radiazione UV in tutte le parti del mondo, dai poli ai tropici. Gli effetti dell’attuazione eccezionale del protocollo di Montreal sulla salute umana stanno cominciando a essere quantificati:  almeno 100 milioni di casi di cancro della pelle  saranno evitati entro la fine di questo secolo. Un modello recente suggerisce la prevenzione di tumori della pelle oltre 300 milioni nei soli Stati Uniti. Molti milioni di casi supplementari di cataratta saranno evitati entro il 2100. Esporsi al sole, peraltro fondamentale per la produzione di vitamina D, è e sarà meno pericoloso.

Dal punto di vista degli ecosistemi l’aumento delle radiazioni UV potrebbe influenzare la produzione dei raccolti e danneggiare alcune specie ittiche e,  quindi,  l’economia da esse dipendente. Il protocollo di Montreal ha portato dunque anche benefici per l’alimentazione umana.

Un altro vantaggio è l’eliminazione graduale delle sostanze chimiche tossiche comunemente utilizzate, quali il bromuro di metile.

Infine, eliminando sostanze che sono anche gas serra potenti, oltre che lesive dell’ozono, il protocollo ha contribuito a ridurre i rischi per la salute legati ai cambiamenti climatici.

La dimensione dei danni alla salute, qualora avessimo fallito a proteggere lo strato di ozono, è ora chiara. La salute e il benessere di centinaia di milioni di persone, molte delle quali ancora devono nascere, sono salvaguardate dall’azione concertata delle Parti dal 1987.

L’opuscolo in questione è disponibile in inglese QUI

 


COSA FANNO di MALE gli UV?

La doppia elica del DNA

Il DNA – probabilmente meglio conosciuto come molecola del “codice genetico“ – si trova nei nuclei delle nostre cellule ed è il “manuale di istruzioni” che consente a ogni cellula del nostro corpo di svolgere la propria funzione in maniera corretta. Se il manuale di istruzioni è danneggiato, le cellule possono morire o funzionare in modo sbagliato, come appunto succede per le cellule tumorali.

La struttura della molecola di DNA è quella di una doppia elica i cui elementi sono tenuti insieme da diversi legami chimici. I raggi UV, che contengono molta energia, sono in grado di rompere questi legami. In una situazione normale, di bassa esposizione e quindi basso numero di danni alla molecola, i meccanismi naturali di riparazione del DNA riescono a rimediare alle rotture causate. Ma se il loro numero è troppo elevato, ad esempio per una eccessiva esposizione agli UV,  avvengono errori nei sistemi di riparazione: la molecola di DNA viene „ricucita“ in maniera sbagliata e così il messaggio scritto nel „manuale di istruzioni“ viene alterato. Queste alterazioni causano un funzionamento erroneo delle cellule che possono, ad esempio,  trasformarsi in cellule tumorali