L’UE presenta le migliori pratiche per attenuare l’impatto delle ristrutturazioni e degli esuberi sui lavoratori e sulle condizioni sociali.

Aiutare le imprese ad attutire l’impatto delle ristrutturazioni

La ristrutturazione delle imprese interessa tutti i paesi europei e costituisce un serio problema nell’attuale clima di recessione. Nel 2003 si sono registrate in Europa 16 000 ristrutturazioni, con una perdita netta di oltre 2 milioni di posti di lavoro. L’UE punta contrastare questa tendenza introducendo una serie di pratiche esemplari per imprese, lavoratori, sindacati, organizzazioni dei datori di lavoro e amministrazioni pubbliche. Facendo seguito a una consultazione pubblica, l’UE ha pubblicato degli orientamenti basati sull’esperienza concreta delle imprese. Gli orientamenti affrontano i problemi specifici di tutte le parti in gioco e propongono alcune soluzioni per prepararsi alle ristrutturazioni e gestirne i singoli processi. Ciò dovrebbe aiutare le imprese a prevedere meglio il futuro fabbisogno di lavoratori e competenze e assistere i lavoratori nella ricerca di impieghi alternativi in caso di licenziamento. Seguono alcuni esempi di misure specifiche: monitoraggio strategico a lungo termine degli sviluppi del mercato mappatura continua dei posti di lavoro e del fabbisogno di competenze corsi di formazione, orientamento professionale e servizi di collocamento coinvolgimento di organismi esterni – amministrazioni pubbliche, università, centri di formazione utilizzo dei fondi UE per promuovere la creazione di posti di lavoro. Oltre a diffondere le migliori pratiche, l’UE punta anche a difendere la competitività delle imprese nel lungo termine, tenendo conto anche dell’impatto generale delle ristrutturazioni, a livello industriale e sociale, sulle città e le regioni interessate. L’UE invita i governi nazionali a sostenere e promuovere gli orientamenti e prevede di applicarli ai lavoratori del settore pubblico. Entro il 2016 verrà presentata una relazione per stabilire se occorrono ulteriori interventi e nuove norme dell’UE.

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