Revisione 842/2006: il punto di vista di Carrier

Alla recente conferenza ATMOsphere2013 Carrier ha presentato la sua posizione nei confronti della revisione sui gas fluorurati attualmente in corso. Sebastien Lemoine – Carrier Transicold – afferma: „La nostra posizione considera diversi settori separatamente. Per il commerciale riteniamo possibile un divieto degli HFC a partire dal 2020. Proponiamo inoltre che il regolamento consideri anche il trasporto refrigerato su strada e via mare che, fino ad ora, non è stato considerato. Per questi due segmenti riteniamo possibile un’eliminazione degli HFC ed un passaggio alla refrigerazione naturale dal 2025. Più difficile per il settore HVAC commerciale e residenziale, dove ci auspichiamo un passaggio a refrigeranti con il GWP più basso possibile a partire dal 2020“.

Queste posizioni sono dettate anche dai risultati che Carrier ha raggiunto negli ultimi anni e che dimostrano come vi siano soluzioni tecnologiche  economicamente fattibili per questi settori. Nel caso specifico di Carrier: la line CO2OLTECH per il commerciale, la linea Naturline per il trasporto marino e test per la refrigerazione su strada (ricordiamo il progetto pilota iniziato con Sainsbury’s, riportato QUI).

Anche per il trasporto refrigerato, dunque, la CO2 si dimostra „probabilmente l’unica vera soluzione“: non infiammabile, basso GWP, efficienza paragonabile, a conti fatti, a quella dei refrigeranti sintetici. Quali conti? Sebastien Lemoine non lesina dati: considerando i costi iniziali (più alti per la CO2), le possibili tasse (sugli HFC), i costi per sostituire il refrigerante perso (maggiori per gli HFC) e la maggiore efficienza energetica dei sistemi a CO2 nei climi dove vive il l’83% degli Europei, il tutto premia un sistema a CO2 rispetto ad uno a R404A.

Il messaggio di Lemoine è però chiaro: è fondamentale considerare anche il trasporto refrigerato e marino in questa revisione del regolamento, perché non sappiamo quando sarà la prossima revisione e non fare oggi il passo necessario per favorire anche qui un passaggio alla refrigerazione naturale potrebbe risultare sui tempi lunghi dispendioso per il settore.