Il protocollo di Montreal fa progressi sugli HFC nonostante l’India manchi agli impegni promessi

Il 25esimo meeting delle Parti del Protocollo di Montreal si è concluso a Bangkok oggi, dopo una settimana di vivaci trattative.

Sono stati fatti progressi sul tema degli HFC e la maggior parte delle Nazioni ha dimostrato la volontà di procedere verso un accordo globale di riduzione. Questo nonostante l’India, la decima potenza economica mondiale, abbia bloccato le discussioni dettagliate delle proposte, in contraddizione con il recente accordo del G20 per affrontare la graduale riduzione degli HFC nel contesto del protocollo di Montreal.

Le Parti hanno convenuto che il gruppo di lavoro tecnica ed economica del protocollo di Montreal debba elaborare una relazione analizzando i costi economici e benefici ambientali dei vari scenari possibili per una riduzione degli HFC. Inoltre, è stato deciso di tenere un workshop sulla gestione degli HFC in contemporanea con la riunione preparatoria del  prossimo incontro del Protocollo di Montreal.

Dopo anni di stallo , il supporto per l’azione globale sul HFC ha acquistato una certa dinamica sin dall’inizio dell’anno con la richiesta del Consiglio Artico per una riduzione degli HFC nell’ambito del protocollo di Montreal e con le dichiarazione dei leader del G20 al vertice di St Petersburg nel mese di settembre per due accordi presidenziali distinti tra Cina e Stati Uniti e, più recentemente, con la dichiarazione congiunta presidenti Manmohan Singh e Obama di istituire un gruppo di lavoro per risolvere i problemi che circondano la riduzione degli HFC.

In un comunicato stampa, la EIA – Environmental Investigation Agency – una ONG inglese in prima linea nell’appoggiare la riduzione globale degli HFC, afferma: „I leader mondiali hanno fatto un passo importante,  mostrando volontà di trattare il tema degli HFC a vari livelli. Sfortunatamente non si può dire questo dell’India. Stiamo cercando di capire come mai l’impegno del primo ministro indiano Singh di solo un mese fa non si e’ tradotto in una azione concreta a Bangkok“. Nonostante le indicazioni contraddittorie provenienti da diverse parti, la maggioranza delle Nazioni continua a dimostrare il proprio chiaro sostegno per un accordo globale per combattere la produzione e il consumo di HFC, con molti nuovi paesi che formalizzano il loro impegno ad affrontare gli impatti climatici delle sostanze chimiche introdotte dal Protocollo di Montreal . “Siamo lieti che l’intero gruppo di paesi africani si sia unito al coro crescente di paesi che chiedono discussioni formali sulla riduzione degli HFC nel Protocollo di Montreal” ha dichiarato Mark W Roberts, policy advisor presso EIA “Il Protocollo di Montreal è il percorso più efficiente ed efficace per fermare la crescita massiccia di questi gas a effetto serra”.

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