Il solar cooling per la climatizzazione delle serre

Quando si parla di colture protette (orticoltura e floricoltura), i consumi maggiori fino ad ora oggetto di studio da parte della comunità scientifica sono stati soprattutto quelli legati al riscaldamento delle serre. Solo di recente si è cominciato a dare importanza anche ai sistemi di climatizzazione per il raffrescamento delle colture nei picchi primaverili ed estivi, dove soluzioni di ventilazione naturale (circolazione dell’aria tramite aperture delle finestrature  laterali e di colmo) non riescono a sopperire in maniera ottimale al fabbisogno. Questo succede soprattutto quando le temperature esterne superano per lunghi periodi i 27°C (dati ENEA)

Qui è necessario intervenire con sistemi di condizionamento artificiale. Diversi sono i sistemi che si utilizzano. Oltre all’uso di reti ombreggianti, si ricorre all’installazione di ventilatori in serra oppure al raffreddamento adiabatico. Questo richiede però un certo consumo di acqua motivo per cui, soprattutto nelle zone mediterranee, dove l’acqua è un fattore limitante, questa non è una delle soluzioni preferibili.

Una soluzione recentemente analizzata dall’ENEA (Servizio Agricoltura dell’Unità Tecnica Efficienza Energetica UTEE-AGR) nel progetto esplicativo Adriacold, in collaborazione con l’università di Bari, è il solar cooling. Gli impianti di solar cooling sfruttano la radiazione solare per produrre acqua refrigerata per la climatizzazione. È stato realizzato un impianto dimostrativo situato a Valenzano, in provincia di Bari, con una potenzialità di raffrescamento della serra pari a 113 GJ/anno. Un chiller ad assorbimento sfrutta l’energia termica raccolta da collettori solari sottovuoto collocati di fianco alla struttura serricola e producono acqua refrigerata tramite un sistema refrigerante a base di sali di zeolite e bromuro di litio in grado di raffreddare l’acqua fino a 7 gradi; questa viene poi distribuita negli elementi che compongono l’impianto di condizionamento. L’eventuale consumo elettrico del chiller viene fornito da un piccolo impianto fotovoltaico aggregato. Il vantaggio di un tale sistema è la concomitanza tra massima radiazione solare e fabbisogno energetico. Oltre a ciò il sistema dimostrativo è praticamente a emissioni zero.

L’impianto di Valenzano ha un valore sperimentale. Vi sono sicuramente ancora alcuni aspetti che vanno analizzati e considerati per poter proporre la tecnologia in applicazioni sul campo. Ma già ora essa evidenzia vantaggi interessanti per il settore, sia in termini di efficienza che di sostenibilità. Si potrebbe dunque in futuro aprire una nuova via di applicazione per il solar cooling, in un settore che oggi, nonostante i notevoli volumi economici e la forte valenza socio-occupazionale, non ha ancora elaborato un completo processo di ammodernamento sotto il profilo tecnologico, processo che però  risulta indispensabile per aumentare e mantenere la competitività sui mercati internazionali.

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