EUROVENT: partecipare al cambiamento

Eurovent è l’associazione europea dell’industria per la climatizzazione, il raffreddamento di processo e le tecnologie della catena del freddo alimentare e rappresenta, dunque, alcuni dei settori più toccati dal regolamento F-gas in atto. In dialogo con l’ing. Francesco Scuderi, Vice Segretario Generale Eurovent.

ZZ: Ing. Scuderi, cerchiamo di fare un quadro della situazione.

Il regolamento F-gas, come sappiamo, è in vigore ormai dal 2015. I suoi obiettivi sono limitare l’utilizzo di quei refrigeranti che hanno un maggiore impatto sul clima, prevenendone la dispersione nell’ambiente e spingendo il settore verso l’utilizzo di gas a minor impatto. La progressiva riduzione imposta sta evidentemente avendo un effetto in questa direzione, sta cioè realizzando appieno gli obiettivi del regolamento: il settore si sta spostando più o meno velocemente verso soluzioni a minore GWP, ovvero a minore effetto serra.

ZZ: Ci si sta muovendo secondo i piani?

Nell’agosto 2017 la Commissione ha pubblicato un documento in cui analizzava la situazione “sul campo” derivante dalla applicazione del regolamento F-gas, considerando anche lo sviluppo della disponibilità e dei prezzi dei refrigeranti. Nel documento la Commissione afferma che gli sviluppi che si stanno mostrando erano attesi e rispondono alle previsioni. L’attuale situazione è un ponte – transiente – per raggiungere l’obiettivo.

ZZ: Mettiamoci nei panni di un costruttore…

I costruttori oggi sono di fronte a una situazione sicuramente sfidante: da una parte vivono un aumento della domanda di mercato, perché in questo settore il mercato si sta muovendo in modo positivo; dall’altra stanno vivendo un momento di grande cambiamento, in cui non solo fanno fatica a reperire i refrigeranti classici, ma devono trovare nuove soluzioni; una realtà in cui non vi è più una soluzione che va bene per tutti, ma ciascuna applicazione merita una puntuale analisi per trovare la risposta più idonea al caso.

TRE PREZIOSI CONSIGLI

ZZ: Eurovent cosa consiglia di fare ai suoi associati?

L’ attuale situazione rappresenta una novità perché siamo di fronte a un cambio epocale: i vecchi refrigeranti si devono abbandonare e dovremo utilizzare refrigeranti che fino ad oggi avevamo relegato a poche applicazioni, ad esempio perché infiammabili. Per questo non è possibile generalizzare. Vi sono però tre comportamenti che sarebbero auspicabili per affrontare meglio la situazione:

  • Indubbiamente bisogna abbandonare quanto prima i refrigeranti ad alto GWP e cercare quali sono le soluzioni compatibili con la F gas, magari non fermandosi al 2020 ma ragionando in termini di ulteriori passaggi, quindi al 2022 e al 2030;
  • Bisogna progettare le macchine in dialogo con la propria filiera, per assicurarsi che per un dato refrigerante esistano tutti i componenti necessari per poter poi fare funzionare le macchine;
  • Sarebbe auspicabile che chi produce macchine e componenti partecipasse in maniera attiva, anche attraverso le proprie associazioni, ai lavori di standardizzazione a livello europeo per quanto riguarda le misure di sicurezza dei vari refrigeranti.

In ogni caso è fondamentale seguire e monitorare quanto sta avvenendo a livello di mercato, di sviluppo (anche dei competitori) e soprattutto di legislazione. In tempi di cambiamento, rimanere informati è fondamentale, partecipare è prezioso.

EUROPA NON È EUROPA

ZZ: Come vedete Voi la attuale situazione di disponibilità dei componenti per nuove soluzioni impiantistiche in linea con il regolamento F gas?

L’industria lavora alacremente. Naturalmente, sviluppare componenti richiede tempo ma a poco a poco stanno arrivando sul mercato soluzioni e componenti per le varie configurazioni tecnologiche e per i vari refrigeranti a basso GWP.

ZZ: Vi è, però, in Europa una certa inquietudine …

Certo, ma anche qui non si può generalizzare. Le cause di questa inquietudine variano da nazione a nazione. Abbiamo infatti constatato che quello che per alcune associazioni nazionali è un problema, non lo è magari per l’analoga associazione in un altro Stato membro. Per questo Eurovent ha istituito un tavolo di dialogo (un sotto Comitato Tecnico)  dove le diverse associazioni nazionali possano scambiare i proprio punti di vista. Siamo convinti che favorendo questo dialogo si contribuisca a risolvere almeno una parte di quanto è vissuto come problema.

ZZ: Vi è chi afferma di non avere componenti ancora pronti per i nuovi refrigeranti perché è stata data la precedenza ad altri settori…

L’industria si è in poco tempo trovata a dover affrontare l’arrivo sul mercato di una serie di nuovi refrigeranti, oppure di dover utilizzare in modo nuovo i “vecchi” refrigeranti e dover testare e creare componenti per le varie soluzioni. Necessariamente si sono dovute porre delle priorità, siano esse state quelle delle dimensioni dei settori interessati o dell’urgenza di trovare soluzioni, ma a poco a poco questo problema sta rientrando e veramente si stanno affermando soluzioni per tutti. Concludendo, credo che l’industria europea stia portando avanti un grosso sforzo ma con risultati eccellenti, che la pongono già sulla strada giusta per rispettare l’accordo di Kigali. Questo la pone in una posizione leader nel mondo. L’industria raccoglierà a lungo i frutti degli attuali sforzi.

 

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