Europa: consulta sul regolamento F gas

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Il 6 marzo 2018 si è riunito per la terza volta il Forum consultivo sul regolamento F-gas. Il Forum è stato istituito dalla Commissione e prevede una partecipazione equilibrata dei rappresentanti degli Stati membri e dei rappresentanti della società civile, comprese le organizzazioni ambientali, i rappresentanti dei produttori, gli operatori e le persone certificate. Lo scopo del forum è fornire consulenza alla Commissione in relazione all’attuazione del presente regolamento, in particolare per quanto riguarda la disponibilità di alternative ai gas fluorurati a effetto serra, compresi gli aspetti ambientali, tecnici, economici e di sicurezza del loro uso.

Il Forum è istituito come gruppo permanente di esperti della Commissione europea. Ulteriori informazioni sono disponibili nel registro ufficiale dei gruppi di esperti della Commissione.

La Commissione convoca il Forum quando è richiesto il contributo tecnico delle parti interessate per l’attuazione del regolamento sui gas fluorurati.

Qui di seguito il riassunto dell’incontro di marzo, suddiviso per temi trattati

  • QUOTE: riduzione del 2018 forse meno impattante di quanto temuto

Nel 2017, i valori di riferimento per il periodo 2018-2020 sono stati calcolati sulla base delle quantità legalmente immesse sul mercato negli anni 2015 e 2016. A 399 società è stato assegnato un valore di riferimento dalla decisione di esecuzione (UE) 2017/19841 della Commissione. Le quote per il 2018 sono state assegnate in base a questi valori di riferimento e alle dichiarazioni (aggiuntive) necessarie nel periodo di applicazione aprile-maggio 2017. Di conseguenza, a 1086 aziende è stata assegnata una quota per il 2018. La fase di riduzione graduale nel 2018 prevede una riduzione della quota al 63% del periodo di riferimento. Dal 2017, anche le attrezzature precaricate devono essere contabilizzate all’interno del sistema di quote. In fase di preparazione, gli importatori di attrezzature si sono riforniti di autorizzazioni negli anni precedenti in misura tale da disporre di sufficienti autorizzazioni inutilizzate disponibili per coprire oltre 18 mesi di importazioni di apparecchiature, senza la necessità di acquisire nuove autorizzazioni. Il 63% sarà quindi principalmente disponibile per l’importazione e la produzione UE di gas. In confronto, il contingente utilizzato nel 2016 per l’importazione e la produzione di gas era solo il 77% del periodo di riferimento. Di conseguenza, la riduzione del 2018 potrebbe effettivamente essere meno ripida di quanto temuto da alcune parti interessate.

  • Rapporti aziendali e impatto ambientale

L’EEA – European Environment Agency –  ha pubblicato una relazione completa sui dati comunicati ai sensi del regolamento sui gas fluorurati per le operazioni del 2016. I dati presentati confermano che la maggior parte delle società sembra rispettare bene la quota assegnata. Di conseguenza, il passo di riduzione graduale è stato raggiunto per il secondo anno consecutivo (2015 e 2016). La fornitura di HFC sul mercato UE misurata in CO2eq è diminuita di oltre il 5% dal 2015. Vi sono inoltre chiare indicazioni di un passaggio verso gas più favorevoli al clima sia nelle importazioni che nella produzione di HFC, nonché nell’aumento delle importazioni di HFO. Il recupero e il riciclo di HFC sono raddoppiati dal 2015, ma sono ancora a un livello basso. L’UE è inoltre sulla buona strada per quanto riguarda i suoi obblighi di conformità ai sensi dell’emendamento Kigali del protocollo di Montreal. Il consumo di HFC nel 2016 era già del 14% inferiore all’importo consentito per il 2019, quando è iniziata la fase di riduzione. Infine, il 2015 ha registrato la prima riduzione anno su anno delle emissioni di gas fluorurati nell’UE in quindici anni. Si tratta di una chiara indicazione che le politiche dell’UE sui gas fluorurati, avviate nel 2007 con il primo regolamento, funzionano.

  • Gas e prezzi

La Commissione sta monitorando, su base trimestrale, l’andamento dei prezzi nel settore. I prezzi dei gas sono stati relativamente stabili fino a metà 2015. Nel corso dello scorso anno i prezzi sono invece aumentati notevolmente. Questo aumento è apparso per la prima volta nel prezzo di vendita fissato dai produttori, ma ora ha raggiunto anche i prezzi che gli OEM5 e le società di servizi devono pagare. Gli aumenti dei prezzi sono chiaramente correlati al GWP delle sostanze, ossia una sostanza con un GWP elevato come R404A ha avuto i maggiori aumenti di prezzo. Pertanto, gli sviluppi riflettono in larga misura quello che si supponeva dovesse essere l’impatto del meccanismo di riduzione graduale in cui le riduzioni delle quote successive favoriscono sempre più l’uso di gas HFC a basso GWP e di gas non HFC. I prezzi del gas hanno raggiunto livelli di 20 € / tCO2e che rientrano pienamente nell’intervallo considerato un contributo proporzionato di questo settore alla tabella di marcia 2050. Il segnale di prezzo esistente è chiaramente un buon incentivo per le parti interessate a passare a tecnologie a basso GWP ovunque e ogni qualvolta possibile, a evitare perdite e a recuperare gas. Sebbene non sia stata tentata una raccolta generale di dati sui prezzi, risulta che i prezzi sono aumentati parallelamente e in misura analoga a quelli dei prezzi all’ingrosso del gas. Come sottolineato sopra, molti importatori di attrezzature sono stati in grado di acquisire autorizzazioni nel 2015 e 2016 quando erano ancora abbastanza convenienti. L’aumento dei prezzi è importante per garantire la parità di trattamento degli importatori e dei fabbricanti di attrezzature dell’UE, in quanto questi ultimi sono esposti a prezzi elevati dei gas sul mercato dell’UE.

  • Studi sul commercio illegale

Al fine di dare seguito alle richieste di commercio illegale di HFC, la DG CLIMA ha incaricato un appaltatore esterno di esaminare i dati sulle importazioni disponibili dalle società che dichiarano F gas, dall’ECHA (agenzia REACH), EUROSTAT, UN COMTRADE nonché i dati sulle esportazioni cinesi. Lo studio ha esaminato i limiti e l’utilità di questi diversi set di dati e ha cercato di determinare se si potevano trovare indicazioni sul commercio illegale. L’analisi ha concluso che le importazioni illegali di HFC su larga scala non sembravano aver avuto luogo nel 2015 e nel 2016, come altrimenti sarebbe stato evidente dai dati esaminati. Le variazioni tra i set di dati potrebbero essere ampiamente spiegate dai diversi ambiti contabili (ad esempio procedure doganali incluse, paese di destinazione) ed effetti di data (riporto di fine anno). I contraenti hanno proposto di ripetere questo esercizio in un periodo di 2-3 anni in cui dovrebbero essere disponibili serie temporali più lunghe per un migliore monitoraggio.

  • Possibili implicazioni del ritiro del Regno Unito

Il ritiro del Regno Unito potrebbe richiedere una separazione della porzione di mercato del Regno Unito dal sistema delle quote dell’UE. Per preparare questo scenario, la Commissione europea sta attualmente effettuando un esercizio di raccolta dei dati per preparare la gestione del sistema di quote HFC dell’UE una volta che il Regno Unito ha lasciato l’UE. I valori di riferimento detenuti dalle società con sede nel Regno Unito devono essere adeguati per escludere le quantità immesse sul mercato del Regno Unito. L’esercizio di raccolta dei dati è pertanto volto a determinare a cosa corrisponde la quota di mercato dell’UE27 rimanente. Il valore di riferimento corretto consentirebbe alle società con sede nel Regno Unito di continuare a immettere idrofluorocarburi sul mercato UE27 dopo il ritiro del Regno Unito dall’UE e garantirebbe la corrispondente fornitura di HFC al mercato dell’UE a 27. Questo approccio è coerente con quello per le società di altri paesi non UE che attualmente detengono un valore di riferimento. I nuovi valori di riferimento consentirebbero il corretto funzionamento del sistema di quote HFC dell’UE.

QUI  sono disponibili tutti i documenti e le presentazioni del Forum di marzo.

 

 

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