Infiammabili A3: la UE sta per incaricare CEN e Cenelec di scrivere uno standard

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La Commissione Europea si rende finalmente conto che, tra le alternative possibili e perseguibili per il raggiungimento degli obiettivi della decarbonizzazione indiretta che passa dall’eliminazione degli HFC, vi sono gli idrocarburi.

Dopo quasi quattro anni dal rilascio del Reg. (UE) 517/14 la Commissione si prepara ad emanare una Decisione che prevede il rilascio dell’incarico al CEN ed al Cenelec per la realizzazione di standard adeguati per la sicurezza dei refrigeranti A3 infiammabili nel settore della climatizzazione e refrigerazione.

«Sembra che fosse ignoto ai membri della Commissione che lo sviluppo dei refrigeranti e delle alternative avrebbe portato all’uso di refrigeranti infiammabili o moderatamente infiammabili per lo strumento principe delle politiche energetiche comunitarie: la pompa di calore!» afferma nettamente l’ing. Marco Masini, direttore di Assofrigoristi.

La Commissione UE affiderebbe la standardizzazione per l’uso dei refrigeranti infiammabili nella refrigerazione, l’aria condizionata e le pompe di calore al CEN e al Cenelec.

L’incarico verrebbe dato per rilasciare questi standard entro 36 mesi dall’affidamento dell’incarico stesso. CEN e Cenelec dovranno preparare un programma di lavoro congiunto che indichi tutti i risultati richiesti, gli organismi tecnici responsabili e un calendario per l’esecuzione dei lavori in linea con i termini di cui sopra. CEN e Cenelec dovranno poi presentare il programma di lavoro alla Commissione entro una data da specificare e fornirgli, successivamente, l’accesso a un piano generale del progetto.

«Il fatto che siamo ancora nel campo delle ipotesi di lavoro ci preoccupa non poco» afferma Gianluca De Giovanni, presidente di Assofrigoristi. «Stante le prospettive, ci si aspettava dei tempi più stringenti, visto che le esperienze sul campo esistono, gli standard – tra cui spicca la EN 13313 – esistono e si tratta solo di specificare prassi già note in settori contermini, rendendole obbligatorie e praticabili dai frigoristi competenti».

La norma dovrà naturalmente essere armonizzata con quelle esistenti e mandatarie per le macchine, come le direttive su EMC, Low Voltage, Macchine.

Insomma, l’Europa fa le regole ma, come spesso accade anche in Italia (vedi il DPR 74/13 con la norma sulla misura dell’efficienza in campo), dimentica le norme.

La posizione trasmessa alla UE dall’associazione dei contractors AREA (che Assofrigoristi condivide e che renderà pubblica anche ai ministeri competenti con una netta presa di posizione) è che «abbiamo un approccio neutro nei confronti dei refrigeranti che è quindi generalmente favorevole ai refrigeranti naturali. Tenendo presente le questioni di sicurezza relative a questi refrigeranti alternativi, AREA sostiene tuttavia i massimi livelli di cura e di competenza nel trattamento di questi. Per questo motivo, AREA – e le associazioni che vi fanno riferimento – è coinvolta in varie iniziative volte a garantire che i contraenti RACHP (Room Air Conditioning and Heat Pump) siano pronti a far fronte all’aumento di utilizzo di refrigeranti alternativi negli anni a venire.

Sebbene AREA non abbia alcun principio di opposizione all’uso di norme per fissare alcuni requisiti volontari armonizzati relativi a refrigeranti alternativi, il presente progetto di mandato è un alquanto preoccupante per tre ragioni principali:

1- La sicurezza non deve essere compromessa per sostenere l’uso diffuso di refrigeranti alternativi a causa della fase di discesa dell’HFC prescritta dal regolamento F-Gas. Il mandato si riferisce ampiamente all’estensione dei limiti di carica; visto come obiettivo in sé rischia di togliere la necessaria obiettività con conseguenze potenzialmente disastrose sulla sicurezza degli appaltatori e degli utenti.

2- i refrigeranti alternativi A3 (a cui si riferisce esplicitamente il mandato, ndr) non dovrebbero avere un vantaggio competitivo rispetto ad altre alternative a basso GWP a seguito di questo processo di normalizzazione.

3- Esistono forti riserve per la necessità di uno standard completamente nuovo per l’installazione di apparecchiature che operano con refrigeranti infiammabili. L’EN378 riguarda già tutti i refrigeranti e sembra essere il mezzo appropriato. Inoltre, la EN13313 è in fase di revisione per includere specifiche relative ai refrigeranti alternativi e esiste il rischio di incongruenze con uno standard di nuova realizzazione per l’installazione.

Vorremmo inoltre sottolineare che il progetto di mandato si riferisce a varie parti della legislazione dell’UE, ma omette la direttiva 1999/92/CE, che è però molto importante per i membri di AREA quando si tratta di installare impianti con refrigeranti infiammabili.

Infine, se il progetto di mandato verrà confermato e il suo processo sarà iniziato, è indispensabile che gli installatori e i manutentori siano coinvolti in quanto lo stesso riguarda le attività fondamentali della professione».

La posizione di AREA  e’ stata trasmessa anche ai Ministeri competenti e si spera sortisca qualche effetto.

«Sembra quasi che vi sia un deciso scollamento tra l’industria e la filiera da una part  e i politici dall’altra. Questo determina una situazione di pesanti distorsioni del mercato che porta a problemi di sicurezza e di affidabilità» è l’opinione di Assofrigoristi

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