Pompe di Calore: ingrediente essenziale per un futuro a basse emissioni di CO2

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In Europa il settore edilizio è responsabile del 40% del consumo di energia e del 33% delle emissioni di CO2. Nel 2050 questo settore potrebbe diventare CO2–free, il che significa che la sua richiesta di energia deve diminuire notevolmente e che deve essere coperta da fonti rinnovabili.

Quattro sono i settore che in Europa vengono nominati quando si parla di raffrescamento e riscaldamento rinnovabile:

  • Raffrescamento e riscaldamento solare
  • Geotermia
  • Biomassa
  • Tecnologie “Cross cutting” per il teleriscaldamento e teleraffreddamento, accumulo termico, pompe di calore e sistemi rinnovabili ibridi.

I sistemi di riscaldamento solare sono i sistemi ibridi più comuni con una frazione del 25%. Gli altri sistemi attualmente diffusi o sono tradizionali o sono, in minima percentuale pompe di calore. Grossi sistemi solari sono impiegati per teleriscaldamento, teleraffreddamento, spesso accompagnati da pompe di calore.

Il Solar cooling o raffrescamento solare è sempre fatto tramite pompe di calore; i sistemi geotermici si basano molto spesso su pompe di calore su pompe di calore. Le pompe di calore hanno un enorme vantaggio rispetto a molti altri sistemi: possono usare l’elettricità da fonti intermittenti come vento, fotovoltaico e, in combinazione con tecnologie di accumulo, possono entrare nella costituzione delle smart grid, le reti intelligenti. Esse agiranno da sistema principale nella produzione di caldo e freddo nel teleriscaldamento e teleraffrescamento, usando però energie rinnovabili e recupero di calore dall’industria. Saranno una tecnologia chiave per rendere il mercato energetico più’ sostenibile e a basse emissioni di carbonio. Di questo e molto altro ancora si è discusso alla 12esima IEA Heat Pump Conference, tenutasi a Rotterdam a maggio. Qui il rapporto dettagliato.

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